Il Tirreno

Versilia

IL CASO

Sfrattata famiglia con tre figli L’appello di Bacci: aiutiamoli

Ieri mattini si sono visti arrivare a casa l’ufficiale giudiziario e il proprietario dell’abitazione. SFrattati. Mamma, papà e tre bambini (il più grande di nove anni). Fuori di casa e...

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SERAVEZZA. Ieri mattini si sono visti arrivare a casa l’ufficiale giudiziario e il proprietario dell’abitazione. SFrattati. Mamma, papà e tre bambini (il più grande di nove anni). Fuori di casa e nessun’altra possibilità di ricovero. A sorrerrerli, però, ci ha pensato il Comune. La famiglia, che abitava in un appartamento a Minazzana, sarà sistemata temporaneamente negli alloggi del Gruppo per servire di Querceta. Scongiurata quindi la nottata in auto come ultimo rifugio dopo lo sfratto esecutivo.

L’assessore al sociale e vicesindaco, Valter Bacci, ricostruisce le tappe della vicenda. «Sapevamo da tempo che lo sfratto sarebbe avvenuto, nonostante i proprietari lo avessero più volte prorogato. A loro l’abitazione serve per sistemare la figlia e lo avevano comunicato con largo anticipo. Alla famiglia sfrattata era stata assegnata una casa popolare per la loro posizione in vertice alla graduatoria comunale; in seguito però sono risultati dei parametri elevati e quindi non l’hanno avuta. All'epoca il padre lavorava come operaio ma ha perso il lavoro. Abbiamo seguito da vicino la vicenda, cercando soluzioni alternative, ma non avendo alloggi a disposizione come Comune non abbiamo potuto fare altro.

Al momento la sistemazione è stata trovata con il Gruppo per servire ma continueremo a percorrere tutte le strade». Bacci ci tiene a puntualizzare alcuni aspetti. «È gente perbene, con tre figli, che ha sempre pagato l’affitto. Mi appello ai nostri concittadini: se qualcuno fosse disponibile a dare loro una mano, affittando un'abitazione a 400 euro al mese, mi contatti. Non vogliono andare in una casa famiglia perché desiderano restare uniti. Il padre è attualmente disoccupato, la madre lavora stagionalmente, ma sono persone che si danno da fare e di buona volontà».

Simone Tonini

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