Sicurezza
No alla discoteca in spiaggia tutto l’anno
Balneari e Comune uniti contro il decreto sulle liberalizzazioni. Buratti: dobbiamo tutelare le nostre tradizioni
FORTE DEI MARMI. Il decreto liberalizzazioni rischia di mettere in difficoltà il “modello Forte”. Quello dei vip che amano rilassarsi al sole lontano dai clamori della città, dei Moratti in bicicletta, dei Galliani in ciabatte da mare. E così titolari degli stabilimenti balneari e Comune si alleano per dire no all’ingresso sulle spiagge dorate della località turistica di feste a tutte le ore e apertura 24 ore su 24. La parola d’ordine è trovare un giusto equilibrio alle liberalizzazioni contenute nella nuova normativa delle attività di somministrazione nei pubblici esercizi.
Il sindaco, Umberto Buratti, ieri mattina ha incontrato il presidente dei balneari, Franco Giannotti e una rappresentanza dei concessionari.
L’incontro è stato voluto dal sindaco per gettare le basi di un atto di indirizzo da redigere in vista dell’apertura degli stabilimenti balneari, volto a contenere gli eccessi delle nuove regole, che di fatto, autorizzano le attività a rimanere aperte full time, senza preclusione di orari e di altri vincoli, ad eccezione di quelli imposti dall'articolo 8, relativi a motivi imperativi di interesse generale fra i quali è da annoverare anche l’utilità sociale, ovvero un equilibrato sviluppo del sistema distributivo, nel pubblico interesse.
«L'obiettivo primario per noi - ha spiegato il sindaco - è quello di salvaguardare l’ambiente, ma anche e soprattutto le nostre tradizioni, la tipicità delle attività balneari, la classe e lo stile che hanno fatto la fortuna di Forte dei Marmi, evitando lo stravolgimento di un sistema fedele a se stesso da decenni e in grado di soddisfare le esigenze degli operatori economici e della colonia villeggiante».
Un obiettivo condiviso dalla categoria, come spiega Alberto Mattugini, titolare di uno stabilimento balneare del Forte. «Quello che vogliamo e dobbiamo evitare - spiega - è che la spiaggia si trasformi in un luogo per far festa a tutte le ore. È un modello di turismo che non ci appartiene, estraneo alla nostra tradizione. Con la liberalizzazione e le regole introdotte recentemente però sarebbe anche possibile trasformare in questa direzione le nostre attività. Siamo contrari. La questione non è se ospitare nei bar e nei ristoranti degli stabilimenti clienti che non sono del bagno, ma evitare che la spiaggia si trasformi in una discoteca permanente». Come mettere un freno a tutto ciò?
«Le soluzioni possibili potrebbero arrivare dal piano del rumore - conclude Mattugini - come ci ha suggerito il Comune. Lavoreremo insieme per stabilire delle regole condivise».
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