Il Tirreno

Versilia

LETTERE DI CARTAPESTA

LETTERE DI CARTAPESTA

MAESTRELLI Caro Gionata, non sei tu che sbagli Questa città non puo pensare ad un Carnevale senza Gionata, ma sarebbe sbagliato chiedere a Gionata di ripensarci. Lui ha tutte le ragioni! Dobbiamo...

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MAESTRELLI

Caro Gionata,

non sei tu che sbagli

Questa città non puo pensare ad un Carnevale senza Gionata, ma sarebbe sbagliato chiedere a Gionata di ripensarci. Lui ha tutte le ragioni! Dobbiamo invece dire e chiedere a chi ha la presunzione (errata!) di considerarsi un gestore - organizzatore della più alta manifestazione dell'espressione culturale di questa terra di provvedere a soluzioni che permettano di mantenere la sapienza manuale e la capacità critica ed allegorica di un "genio" non solo della cartapesta ma anche della cultura locale. Il Carnevale non è una manifestazione folkloristica! Rappresenta la vera radice della cultura della nostra terra ! E' il perimetro culturale dove si sono sedimentate le riflessioni e le elaborazione dei due movimenti culturali più importanti del passaggio del secolo XIX e XX la Scapigliatura con il ruolo di Giacomo Puccini ed il suo “cenacolo” di artisti di ogni tipo di espressione (pittura letteratura, musica,…) e il Futurismo con il rapporto particolare tra Lorenzo Viani e Filippo Tommaso Marinetti. Gionata rappresenta il giusto erede di questa grande tradizione culturale! Non possiamo perdere il suo contributo allo svilupo della nostra identità culturale! Senza il suo contributo saremmo tutti più poveri! Lavoriamo tutti insieme e con il grande contributo di Gionata per mantenere alto il valore della nostra cultura che è locale ma che ha un grande valore nazionale.

Stefano Maestrelli

BERTUCCELLI

Ma il Carnevale

è Gionata

A Gionata. Tu sei il Carnevale. Il tuo volto è una maschera, nelle tue vene scorrono coriandoli e stelle filanti. Sembri modellato da tuo nonno Francesco con la cartapesta e colorato dalle mani elette di papà Mario. A quei tempi danzavamo, nella “corte dei miracoli” a ritmo della Ballata più selvaggia, si scatena sulla spiaggia con la libertà ingenua e fanciullesca della nonna Libera e della zia Lilla. Sei un carnevalaro che nuvoleggi con la riccioluta testa, ma con i piedi ben saldi sullo scenario. A te fare la migliore scelta anche se è tutto sbagliato, “L’è tutto da rifare” di Bartaliana memoria. Sul palcoscenico del viale ci mancherà il tuo cuore d’artista e quel soffio vitale indispensabile per il Carnevale. Insopprimibile sarà la nostra, la mia nostalgia e non vederti più sfilare, commediare, rendere il carnevale vivo, vero, vivace. Ciao Gionata ,Enrico della corte, il figliolo dell’Erica, indissolubilmente legato a te e al più grande spettacolo del mondo. Il Carnevale.

Enrico Bertuccelli

IRONIA

Quale Passeggiata

senza Carnevale

Finalmente domenica non dobbiamo sorbirci il solito corso di Carnevale, dice qualche “commerciante” della Passeggiata. Oggi ci sarà pieno di gente pronta a spendere per scarpe e vestiti. Io mi giro verso il Royal e vedo una fila di pullman pieni di gente di Bari, Napoli, Roma, pronta a spendere a tal punto che servirà un esercito della “Vesuvio” per portare via l'incasso del giorno.

Ma poi mi accorgo che stavo dormendo su una panchina e che sognavo una delle belle domeniche di Carnevale piena di gente a divertirsi e riempire i bar e i ristoranti. Il Carnevale se non l'avessero ancora capito certi viareggini è una grande calamita del turismo e se l'avessero sulla costa Adriatica ci toglierebbero l'unica attrattiva rimasta per venire a Viareggio.

Lorenzo Rocca

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