Il Tirreno

Versilia

Caso Mussolini, il Pd prende le distanze dal sindaco Buratti

di Valentina Landucci
Caso Mussolini, il Pd prende le distanze dal sindaco Buratti

Su Facebook nasce un gruppo per contestare la decisione di celebrare gli aviatori con il busto del figlio del Duce

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FORTE DEI MARMI. Una mobilitazione che ricorda, in qualche misura, la levata di scudi (alla quale seguirono anche disordini) contro l’appuntamento su Almirante di qualche anno fa in Versiliana. Con l’aggravante che a Forte dei Marmi il clima è già abbastanza teso in relazione alla prossima scadenza elettorale per l’elezione di sindaco e consiglieri comunali.

La decisione di posizionare, il prossimo 25 marzo, a Villa Bertelli la scultura di Dazzi dedicata al figlio del Duce, Brino Mussolini, per rendere omaggio agli aviatori, suscita pochissimi plausi e una valanga di critiche nei confronti del sindaco di centrosinistra Umberto Buratti. Comprese quelle del Pd.

Da qualche giorno su uno dei principali Social network, Facebook, è nato un gruppo ribattezzato “Non vogliamo una statua del figlio del Duce a Villa Bertelli”: le adesioni sono già tantissime e le critiche si sprecano. Da una parte c’è chi, come il sindaco del vicino Comune di Stazzema, Michele Silicani, tenta di gettare acqua sul fuoco annunciando di non essere intenzionato a partecipare all’iniziativa e «non approvo questa scelta, ma vorrei evitare di alzare polveroni mediatici, inutili e dannosi in un momento così delicato per Forte dei Marmi». Dall’altra chi ipotizza, nella scelta dell’amministrazione Buratti, il reato di apologia del fascismo.

Nel frattempo anche il Pd, con il segretario fortemarmino, Raffaella Dini, prende le distanze dal sindaco. «L’antifascismo - recita l’incipit di un lungo comunicato a firma dei democratici - è uno dei valori fondanti del Pd, dei suoi iscritti e simpatizzanti. Per questo siamo convinti che la scelta di Buratti non possa e non debba essere intesa, in alcuna maniera, come un modo per celebrare il Fascismo. Ma il valore artistico della scultura non può essere sganciato dal suo significato simbolico: questa non è semplicemente una statua, è il ritratto del figlio del Duce. Salviamo quindi la buona fede del sindaco Buratti, ma come Partito Democratico gli chiediamo di non collocare la scultura di Dazzi nel parco di Villa Bertelli. Si onori l'Aviazione, senz’altro, ma in altro modo e poi si decida, a mente fredda, cosa fare della statua».

In tanti, nelle ultime ore, avevano sollecitato un intervento da parte del partito di cui è espressione lo stesso Buratti. Tra questi il coordinatore della Federazione della Sinistra versiliese, Mario Navari. Che in proposito aveva parlato di silenzi pesanti e imbarazzi «da parte di coloro che sono impegnati nella campagna elettorale, difficoltà nel volersi pronunciare e ci viene perciò naturale citare Moretti : “dite qualcosa di sinistra, dite almeno qualcosa”».

«Veniamo, inoltre a conoscenza - afferma Navari - che per l’istallazione della statua commissionata da Benito Mussolini non c’è stato nessun confronto col direttivo della Fondazione Villa Bertelli, sede prevista per l’omaggio, e che alcuni membri della maggioranza, come dichiarato sulla stampa, hanno appreso della notizia dall'’invito del Comune. Alla faccia della partecipazione».

Da capire, a questo punto, se la presa di distanze del Pd fortemarmino basti per riportare un po’ di quiete nelle fila del centrosinistra ormai prossimo al voto per le amministrative.

C'è chi nell'entourage di Buratti, sorride dicendo che questa vicenda mal che vada sarà una grande pubblicità elettorale al sindaco.

Sarà anche così, ma intanto anche da Lucca, dalla Federazione provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà continuano ad arrivare appelli perché il sindaco faccia un passo indietro e non dia «un simile schiaffo al sentimento antifascista e democratico della Versilia».

«Certamente il sindaco di Forte dei Marmi, tra l'altro figlio di un partigiano, non è un nostalgico del ventennio fascista. Questo - spiegano i dirigenti lucchesi di Sel - rende ancora più incomprensibile la scelta di collocare sul territorio la statua di Bruno Mussolini, inaugurandola come monumento all'aviatore. Le motivazioni del sindaco le abbiamo ascoltate, ma non ci hanno convinto. Al di là di tutte le possibili spiegazioni, il fatto in sé ha un valore simbolico dirompente».

A schierarsi contro l’iniziativa di Buratti e in appoggio alla richiesta di cancellare l’inaugurazione della statua avanzata dall’Associazione nazionale partigiani di Lucca sono, in queste ore, anche rappresentanti dell’Anpi di altre zone d’Italia, ma anche alcuni cittadini. «Sinceramente io non sono interessato - scrive Valter Menchini, cittadino di Forte, in una lettera inviata in redazione - ad arricchire il patrimonio culturale di Forte esaltando opere sicuramente importanti ma che rappresentano un passato di bombardamenti e di dittatura. Penso che il proprio passato politico non possa essere accantonato per un probabile pugno di voti della Destra. Chi ha militato nel partito Socialista e nei Democratici di Sinistra non deve e non può dimenticare gli ideali di coloro che hanno combattuto per difenderli anche con la vita. Umberto - scrive Menchini rivolgendosi al sindaco Buratti - io come te ho sempre avuto idee antifasciste in linea con quelle del Partito in cui abbiamo militato, pertanto, fai fare alla tua amministrazione un passo indietro sull’inaugurazione».

Intanto si rincorrono le voci sulla presenza di diversi politici nazionali alla cerimonia.

Sembra che arriveranno al Forte sia Alessandra Mussolini, fatto che riveste anche carattere personale essendo nipote dell’aviatore raffigurato da Dazzi, ma potrebbe giungere anche il combattivo Paolo Ferrero segretario nazionale di Rifondazione Comunista. Ovviamente con intenzioni ben diverse da quelle della parlamentare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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