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Versilia

IL FISCO IN AZIONE

Gabrielli a processo per evasione fiscale

VIAREGGIO. Troppi movimenti bancari rispetto agli introiti dichiarati. E un notissimo commerciante di Viareggio si ritrova a processo per un’ evasione fiscale da oltre 500mila euro. A finire nel...

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VIAREGGIO. Troppi movimenti bancari rispetto agli introiti dichiarati. E un notissimo commerciante di Viareggio si ritrova a processo per un’ evasione fiscale da oltre 500mila euro.

A finire nel mirino della Guardia di Finanza è stato Piero Gabrielli, titolare di alcuni negozi di scarpe tra Viareggio e Forte.

Ieri in tribunale a Viareggio, di fronte al giudice Gerardo Boragine, si è tenuta la prima udienza del processo. Per il difensore di Gabrielli, l’avvocato Simone Boccali dello studio Boccali e Stefanini di Firenze, «le ricostruzioni fatte dalla Finanza sono fatte con un metodo di calcolo sbagliato».

L’avvocato, sin dalla prossima udienza, presenterà una articolata memoria per cercare di smontare le accuse.

L’indagine. Gli accertamenti della Finanza riguardano le dichiarazioni dei redditi degli anni dal 2006 al 2008.

Secondo le ricostruzioni fatte dai finanzieri, sui conti in banca di Gabrielli, nel periodo in esame, ci sarebbero stati troppi movimenti di soldi rispetto agli introiti dichiarati dalle attività commerciali di sua proprietà. Gli uomini delle Fiamme Gialle sarebbero arrivati a formulare le loro accuse con calcoli che, in termini tecnici, vengono definiti di tipo “induttivo”. Monitorando i movimenti bancari, e comparandoli con i dati riguardanti le attività commerciali dell’imprenditore (ricavati anche tramite controlli in azienda e nell’abitazione dell’interessato), gli investigatori hanno stabilito che le imposte versate per i periodi sotto esame sono state minori rispetto al dovuto. In pratica le sue dichiarazioni dei redditi non sarebbero state veritiere.

In particolare Gabrielli non avrebbe pagato Iva e Irpef per circa 170mila euro all’anno: un totale che supera i 500mila euro.

La difesa. In aula ieri mattina Gabrielli era rappresentato dall’avvocato del Foro di Firenze Simone Boccali.

«Ci difenderemo -afferma il legale - la stessa Agenzia delle Entrate ci ha già dato in parte ragione. Le ricostruzioni fatte sono astratte. E secondo noi in alcuni casi l’Iva non sarebbe nemmeno stata scorporata dai corrispettivi. Durante i controlli, per esempio, non sono stati nemmeno presi in considerazione gli indici di rotazione del magazzino».

Nella prossima udienza, prevista per il 28 settembre,iniziaerà il confronto vero e proprio tra accusa e difesa.

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