Il Tirreno

Versilia

Carristi, salta l’elezione di Galli?

di Claudio Vecoli
Carristi, salta l’elezione di Galli?

Polemiche dopo l’autocandidatura via mail a presidente dell’associazione. Domani nuova assemblea

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VIAREGGIO. Non parte certo con il piede giusto il tentativo dei carristi di rifondare l’associazione che li dovrebbe rappresentare. Dietro la mancata elezione di Fabrizio Galli a nuovo presidente dell’Assocarristi durante l’assemblea di martedì pomeriggio non ci sarebbe solo uno slittamento di natura tecnica, ma anche (se non soprattutto)una serie di mal di pancia tutti interni alla categoria. Tanto è vero che proprio martedì non è passata inosservata l’assenza di alcuni carristi di primo piano (da Alessandro Avanzini a Roberto Vannucci fino ad Umberto Cinquini).

A non essere stata gradita da alcuni colleghi è stata proprio la “fuga in avanti” di Fabrizio Galli. Che il giorno prima dell’assemblea ha inviato una mail “urbi et orbi” nella quale annunciava la sua candidatura a presidente insieme a quella dell’avvocato Tiziano Nicoletti alla carica di vice. Una iniziativa che è stata accolta freddamente da molti colleghi. Che auspicavano una rinascita dell’associazione sotto criteri diversi. A cominciare proprio dall’elezione del nuovo presidente.

Fra i più seccati dall’uscita di Fabrizio Galli lo stesso avvocato Tiziano Nicoletti. Che, all’oscuro della mail, martedì ha voluto chiarire la propria posizione personale spiegando all’assemblea dei carristi di non voler affatto ricoprire alcuna carica ufficiale all’interno dell’associazione, ma di essere disponibile semmai ad una sorta di consulenza esterna soprattutto da un punto di vista legale (ruolo che per altro Nicoletti ha già ricoperto di fatto in altre recenti circostanze). Insomma, un vero e proprio dietrofront di fronte all’ipotesi di una sua vicepresidenza.

Resta adesso da capire se i mal di pancia di alcuni carristi si sono limitati a qualche mormorio di corridoio oppure se entro domani mattina - quando è convocata la nuova assemblea dei carristi con all’ordine del giorno l’elezione del nuovo presidente - si concretizzerà anche una seconda candidatura da contrapporre a quella di Fabrizio Galli.

Intanto, però, qualche effetto l’affrettata autocandidatura di Fabrizio Galli lo ha già sortito. Almeno tre costruttori - tutti carristi di prima o seconda categoria - si sono infatti detti indisponibili a rientrare all’interno dell’associazione proprio a causa di questo tentativo di imporre preventivamente il nome del nuovo presidente.

Cosa succederà, dunque, domani mattina? Difficile poterlo prevedere. Una cosa è certa. Quella che lunedì pomeriggio - alla luce della mail di Fabrizio Galli - sembrava una elezione quasi scontata e pressoché plebiscitaria si sta rivelando tutt’altro che certa. Anche se i carristi - in questa convulsa fase in cui è in gioco presente e futuro della categoria - non possono certo permettersi di non presentarsi uniti alle scadenze che li attendono. E allora domani sarà più che mai necessario un confronto franco (e probabilmente anche aspro) fra tutti i carristi dal quale però uscire con una rinnovata unità. Che non sia soltanto di facciata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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