Finanza
Palestini: ma il default è merito nostro
«Il partito di Casini ha mollato l’amministrazione quando ha saputo della mozione Pd di sfiducia»
VIAREGGIO. Lo spettro del commissario prefettizio sulla crisi dell’amministrazione Lunardini: perché si possa andare subito (giugno) alle elezioni serve un decreto del ministero dell’interno. Che è previsto, però, in casi eccezionali come e calamità naturali. Certo, ci sono venti giorni di tempo a partire da quando il sindaco Lunardini - che ha annunciato le proprie dimissioni a mezzo stampa - «presenta le dimissioni al consiglio comunale», come dispone l’articolo 53, comma 3, del Testo unico sugli enti locali. Venti giorni per tentare di costruire un “Lunardini bis” nel quale ieri sera sembrava non credere più nessuno. Nonostante le dichiarazioni di Massimiliano Simoni (Fli) e Bruno Puccinelli (transfuga del Pdl, poi vicino a Fli ed oggi in procinto di passare alla Lega). «Al momento non vedo spazi», dichiara al telefono Alessandro Bolognesi, il consigliere Pdl più vicino al senatore Massimo Baldini: «Sono di maggioranza e resto di maggioranza- continua Bolognesi - m non di questa maggioranza». E se Lunardini rimescolasse le carte? «Con questi uomini no», risponde Lunardini: «Poi sono tante le cose da verificare...».
Ieri sera anche la riunione dalla quale Vivere Viareggio deve tirare fuori dal cilindro il consigliere con il quale sostituire il dimissionario Pieraccini. Se prevarrà la linea dura o quella possibilista lo si saprà oggi, a nominativo disvelato.
Centrosinistra. Grande la confusione sotto il cielo di chi si candida a riconquistare la città. Nella serata di lunedì l’assemblea comunale del Partito democratico ha votato all’unanimità la decisione di presentare una mozione di sfiducia verso il sindaco. Mozione che ha raccolto 12 firme, tutte in casa del centrosinistra. La scelta è stata fortemente difesa dal consigliere Andrea Palestini che rivendica l’asse creato con l’Udc: «Spadaccini - spiega Palestini - ha attaccato Lunardini anche in considerazione della nostra mozione di sfiducia. Con la presa di posizione della mozione proposta dal Pd, insomma, il presidente del consiglio comunale si è ritrovato un po’ nell’angolo». Ed il Partito democratico «ha dimostrato chiarezza».
Prove tecniche di coalizione? La risposta arriva all’ora di cena, nelle poche righe siglate da un centrosinistra unito che non sembra certo mostrare aperture di sorta all’Udc.
«I partiti del centrosinistra, Pd, Idv, Federazione della Sinistra (Prc Pdci) Sel sono pronti a costruire la nuova coalizione di governo per la città, dopo le dimissioni del sindaco Lunardini che sanciscono il fallimento dell'amministrazione di centrodestra. I partiti del centrosinistra sono già al lavoro sui programmi ed invitano associazioni, movimenti e cittadini interessati a partecipare ai tavoli tematici che si apriranno a partire da un'assemblea pubblica del centrosinistra che si terrà la prossima settimana». (d.f.)
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