Sicurezza
La rivincita del partito dei carristi
Slitta a venerdì la nomina del presidente. Galli: la giunta paga per le promesse non mantenute
VIAREGGIO. Il giorno delle dimissioni del sindaco Luca Lunardini, è quello della rinascita dell’associazione dei carristi. E c’è poco da ridere, nonostante il fatto che l’ironia faccia parte del mondo della cartapesta e che ormai in città sia consolidata la convinzione che l’amministrazione sia stata sconfitta proprio dal Carnevale.
Le risate, quelle vere, per il momento sono rinviate. Lo sanno bene i costruttori - almeno una trentina - che ieri pomeriggio si sono dati appuntamento alla Cittadella. L’elezione del presidente dell’associazione non c’è stata (si farà venerdì mattina). Ma si è trattato, come confermano i carristi, di un rinvio tecnico. «Vogliamo fare le cose per bene - dicono - dobbiamo essere uniti». L’unico candidato alla presidenza, Fabrizio Galli, è stato incaricato, al momento, di fare da portavoce. Fino a venerdì mattina, quando i costruttori sceglieranno il loro rappresentante nella difficile trattativa che si prospetta per il futuro.
Se infatti per quest’anno a garantire - nonostante slittamenti e difficoltà oggettive di chi non viene pagato per tempo - il saldo delle cifre dovute ai carristi c’è un contratto «che volenti o nolenti - afferma Galli - dovrà essere rispettato»,pensare al futuro, all’edizione 2013 non fa certo dormire sonni tranquilli. «È chiaro che uno dei temi centrali del confronto di oggi (ieri, ndr) con i carristi - spiega Galli - è stato proprio il futuro, quello che succederà al Carnevale d’ora in avanti. Stiamo parlando della manifestazione più importante e più sentita della città. Pensare di non farla sarebbe gravissimo».
Galli ha ragione quando parla del peso della manifestazione per i viareggini. Non solo in termini economici (come spesa per le casse comunali e come occasione per l’economia della città). Ma anche, in questi giorni forse soprattutto, in termini politici. Renzo Pieraccini, vice presidente della Fondazione, si è dimesso perché le promesse fatte al mondo della cartapesta non sono state mantenute. Perché i carristi hanno chiesto la testa di chi li amministra. «Non è la prima volta che accade una cosa del genere - ammette Galli - si dice che la giunta possono farla cadere i carristi? Non credo che sia colpa nostra ma è vero che le promesse non mantenute, il prendere in giro chi ci rappresenta, come Pieraccini, ha significato la caduta della giunta».
Negli ultimi tempi Lunardini ha dovuto tenere conto di tanti equilibri. Di numeri risicati, risicatissimi in consiglio, di rapporti non sempre facili con alcuni partiti. Non ha dato peso, non abbastanza sembrerebbe, al partito dei carristi. O meglio: al partito del Carnevale. Come andrà a finire? Difficile dirlo. Intanto i carristi si organizzano per affrontare la prossima battaglia: le risorse per il Carnevale 2013. La rinascita dell’associazione è il primo passo che si accompagna all’ennesima richiesta di dimissioni, in toto, dei vertici della fondazione. «Al momento - conclude galli - non abbiamo un interlocutore politico a palazzo delle Muse».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
