Il Tirreno

Versilia

Gli artisti corrono ad esporre in città

di Luca Basile

Oltre 200 richieste arrivate nel 2011 da parte di pittori e scultori per avere spazi comunali dove organizzare personali

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PIETRASANTA. Esporre a Pietrasanta? Il massimo per fascino, tendenza modaiola e business. Quanto meno questo e' il pensiero di tanti artisti, noti o sconosciuti, di talento o di bassa caratura, che fanno la fila per un posto al sole all'interno del quadrilatero magico del centro storico.

Solo nell'ultimo anno in Comune sono arrivate circa 280 richieste di ospitalità per mostre: un numero eccezionale che riflette la notorietà di un marchio, quello di Pietrasanta, che sembra conoscere pochi rivali, al momento.

A fronte di questa ondata di domande l'Amministrazione Lombardi, o meglio ancora una commissione esaminatrice, ha detto si ad una trentina di rassegne a firma di altrettanti artisti.

Le location delle esposizioni, del resto, sono quelle canoniche: piazza Duomo - ovviamente la più' ambita -, Chiostro di S.Agostino, la Chiesa attigua, Palazzo Panichi, il Centro Arti Visive e, buon ultima, come new-entry, piazzetta Crispi.

«L'appeal di Pietrasanta non sembra andare incontro a nessuna crisi: gli artisti più' conosciuti, così come quelli alle prime esperienze, chiedono ospitalità alle nostre sedi. Da qui un serio lavoro di selezione da parte della commissione.

«La verità e' che per soddisfare qualche richiesta in più' servirebbero maggiori spazi: ipotesi irrealizzabile» afferma il sindaco Domenico Lombardi che non esclude, a questo punto, il ricorso ad una sorta di ' canone' di locazione degli ambienti istituzionali a chi ne fa richiesta.

Ad oggi, infatti, per esporre le singole opere nel Chiostro e in piazza Duomo, ad esempio, non si paga 1 euro, eccezione fatta per le cosiddette spese vive di trasporto, allestimento e vigilanza che restano, ovviamente, a carico dell’artista.

«Quella dell’affitto è una possibilità su cui stiamo lavorando, in particolare per quanto riguarda Palazzo Panichi che, tramite bando, potrebbe essere assegnato per un periodo ad una società privata che, a sua volta, gestirebbe poi lo spazio in modo conseguente. Staremo a vedere, ma un ritorno economico per coprire parte delle spese che dobbiamo sostenere, sarebbe opportuno in questa fase».

Lombardi che però dice no all’introduzione di un biglietto d'ingresso alle mostre allestite in spazi chiusi.

«Non rientra nella nostra mentalità e non lo faremo: tutti devono avere la possibilità - dice - di visitare liberamente le singole rassegne, senza paletti di nessun sorta. Questa e' una prerogativa da sempre ritengo, della nostra città che non verrà, crisi o non crisi, certamente meno».

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