Il Tirreno

Versilia

Pieraccini si dimette, Lunardini traballa

di Claudio Vecoli
Pieraccini si dimette, Lunardini traballa

Il vicepresidente della Fondazione lascia il seggio in consiglio comunale e apre formalmente la crisi di giunta

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VIAREGGIO. L’ennesimo colpo di scena arriva alle 12,41 in punto. E’ infatti a quell’ora che Renzo Pieraccini consegna la sua lettera di dimissioni da consigliere comunale all’ufficio protocollo, aprendo formalmente la crisi della giunta Lunardini. Dopo averla tenuta in ghiacciaia per tutto il weekend, la ritira fuori a sorpresa al termine di una mattinata convulsa fatta di vertici e (apparenti) accordi che sembrava viceversa dover sancire una sorta di tregua armata fra Palazzo delle Muse e amministrazione comunale.

A far “passare il Rubicone” al vicepresidente della Fondazione è l’ennesimo trucco contabile che la giunta Lunardini tenta di far digerire al Carnevale. I duecentomila euro promessi sabato mattina dal sindaco (su un totale di 1 milione e 800mila euro), in realtà sono poco più della metà. Perché della cifra fanno parte anche i 96mila euro che il Comune doveva comunque girare alla Fondazione per coprire i costi della festa in piazza dell’ultimo dell’anno e dello spazzamento dei rioni: due voci considerate “extra” e dunque facenti parte di tutt’altra partita.

Insomma, dopo le troppe promesse non mantenute da Lunardini e soci, l’ultimo giochetto stavolta non passa. E viene considerato da Pieraccini la goccia che fa traboccare il vaso. Così il conciliante - quanto evasivo - comunicato stampa con cui l’amministrazione comunale brinda alla riuscita del vertice mattutino, poco più di un’ora dopo essere stato concepito diventa carta straccia (anche se nel primo pomeriggio viene deciso di diffonderlo ugualmente). Qui, fra equilibrismi lessicali e molte omissioni, viene confermata «la decisione di erogare alla Fondazione Carnevale una tranche di 200mila euro che sarà versata subito nella giornata di martedì (oggi, ndr)» e «che potrà essere utilizzata quale anticipazione sulle spettanze dei costruttori». Senza specificare, ad esempio, da quali capitoli di bilancio attingere i fondi (il già martoriato sociale?).

Nel comunicato c’è poi l’ennesima dichiarazione di principio riguardo ai carristi «a proposito dei quali - si legge ancora nella “velina” - si riconosce il loro diritto a ricevere le somme pattuite, come pure saranno onorati gli impegni assunti nel bilancio con la Fondazione Carnevale e il Pucciniano».

Parole o fatti? Di certo, nell’elencare tutti i personaggi presenti al vertice Comune-Fondazione (sindaco, direttore generale, ragioniere capo, presidente della commissione finanze e bilancio oltre ai vertici di Palazzo delle Muse), si omette di citare il nome di Giovanni Santini, uomo forte del Pdl considerato il “grande burattinaio” dell’intera vicenda.

Il comunicato si chiude poi con una sorta di cronotabella per uscire dal guado. «E’ stato dato mandato agli uffici di preparare una ipotesi economica realistica e fattibile per risolvere le questioni finanziarie aperte da verificare insieme alle Fondazioni (Carnevale e Pucciniano) entro la fine di marzo. Resta inoltre confermata la decisione di anticipare al 30 aprile la chiusura del bilancio preventivo 2012 con l’intento di accelerare una positiva soluzione che garantisca il futuro delle principali manifestazioni culturali di Viareggio».

Tutto questo fino alle 12,41. Poi le dimissioni di Pieraccini da consigliere comunale (adesso gli subentrerà uno dei primi non eletti di Vivere Viareggio, partito apertamente ostile alla giunta Lunardini) aprono la crisi e scatenano il caos politico. E in municipio si susseguono vertici e controvertici per studiare come affrontare la situazione ed evitare l’arrivo del commissario prefettizio.

In serata si rincorrono anche le voci che Lunardini si sarebbe dimesso. Voci subito seccamente smentite dall’ufficio stampa. Fino a ieri sera Viareggio ha ancora un sindaco. Da oggi vedremo...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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