Il Tirreno

Versilia

Il sindaco verso le dimissioni Ipotesi di un governo tecnico

di Donatella Francesconi

Dopo l’addio di Pieraccini dovrebbe nascere una giunta di centrodestra «alla Monti» Vivere Viareggio: in consiglio non entrerà Nino Sergiampietri. Si fa il nome di Falcini, segretario Api

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VIAREGGIO. Sono attese per oggi le dimissioni del sindaco Luca Lunardini che ieri ha perso il consigliere comunale Renzo Pieraccini, arrivato alla maggioranza con la lista civica Vivere Viareggio e poi passato nella fila del Pdl. Da lì in poi, per venti giorni, il primo cittadino proverà a sciogliere i nodi della crisi che lo colpisce ad un anno esatto dalla scadenza naturale del mandato. Forse il primo premio del Carnevale 2012 doveva davvero andare alla imponente, quanto premonitrice “Fenice”:perché ci sono ottime possibilità che Lunardini risorga dalle proprie ceneri. Grazie a quello che Eugenio Vassalle, consigliere comunale passato dal Pdl a Futuro e libertà (Fli) chiama «una giunta di salvezza cittadina». Che vedrebbe il Terzo Polo (Fli, Api e Udc) protagonista assoluto del traghettamento dell’amministrazione almeno fino all’approvazione del regolamento urbanistico e trovando, tra una cosa e l’altra, i finanziamenti necessari per Carnevale e Festival pucciniano.

E qui bisogna fare un passo indietro. Perché del Terzo Polo fa appunto parte Alleanza per l’Italia (il partito che fa riferimento a Francesco Rutelli, a livello nazionale e all’ex assessore di Lunardini, Alberto Benincasa, a livello provinciale) ed il cui segretario comunale è Franco Falcini, il quale era in lista con Vivere Viareggio ed è il terzo dei non eletti dopo Nino Sergiampietri. A Sergiampietri, dunque, spetterebbe di diritto sedere in consiglio comunale al posto di Renzo Pieraccini. «In consiglio andrà un esponente di Vivere Viareggio che non sono io», dichiarava nel pomeriggio di ieri il diretto interessato.

Gian Carlo Iannella, ancora sul fronte di “Vivere Viareggio”, conferma : «Nino ha già detto no». Componenti e candidati della lista civica si sono visti ieri sera e contano - annuncia Iannella - di sciogliere il nodo entro domani. Quando si saprà quale delle due linee ha prevalso in Vivere Viareggio: la tentazione, come la la chiama Iannella di «andare in consiglio e far saltare direttamente il “banco” » o il «senso di responsabilità per far fronte agli impegni attesi dalla città». Una scelta, quest’ultima, sulla quale Iannella ammette di «nutrire qualche dubbio».

Il piano “B” di Iannella che potrebbe risultare quello vincente è così descritto da Eugenio Vassalle: «Ora dobbiamo vedere se sia il caso di salvare Viareggio dal commissariamento, fare una giunta di salvezza cittadina con le forze politiche che nominano dei tecnici per poter salvare Viareggio. La città ormai ha già dato e non voglio neanche lasciarla così tutta “sbudellata” con i cantieri aperti e la stagione vicina, i carristi senza soldi, neanche la certezza di fare il prossimo Carnevale, ed il Pucciniano che morirà. Perciò vediamo quale è il danno e poi decidiamo insieme con tutte le forze politiche. Questa è una emergenza e poco conta se Lunardini c'è o no: dovrà fare il sindaco di rappresentanza mentre ai i tecnici spetterà fare il lavoro che Viareggio attende da anni. Questa - conclude Vassalle - è l'unica possibilità che vedo per evitare il commissario. Altrimenti, si va tutti a casa».

Anche le forze politiche del Terzo Polo, conclude Vassalle, si riuniranno oggi per fare il punto sulla proposta emersa. In casa Pdl bocche cucite. L’incontro in Comune, con il sindaco, appena appreso delle dimissioni di Pieraccini si è concluso con l’impegno a fare «tutte le valutazioni necessarie in sede politica», come fa trapelare una voce dell’entourage Lunardini-Santini.

Valutazioni tra le quali c’è anche quella delle dimissioni di Lunardini, l’azzeramento della Giunta, e l’ipotesi da valutare della mano tesa dal Terzo Polo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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