Sicurezza
Rubato il Rolex dal polso dell’uomo morto in strada
Il figlio di Alfio Carparelli, dopo il tragico scontro di giovedì: «Mio padre aveva l’orologio, ma è sparito»
VIAREGGIO. È sparito dal polso della vittima dell’incidente. Un Rolex Submariner che la famiglia di Alfio Carparelli, morto nel tragico scontro di giovedì mattina in via Montematanna alla Migliarina, è convinta l’uomo avesse con sé, come confermerebbero alcune testimonianze. Ma il prezioso orologio è scomparso. Forse rubato, forse smarrito nella concitazione dei soccorsi, risultati purtroppo inutili per il noto commerciante viareggino.
Fatto sta che a distanza di alcuni giorni dalla scomparsa del sessantaduenne rappresentante di vini, il figlio, Cristiano Carparelli, lancia l’allarme e insieme un appello a chi avesse visto l’orologio.
«Non ci è stato restituito dall’ospedale insieme agli altri oggetti personali – racconta il figlio della vittima – e siamo certi che mio padre lo avesse al polso. La conferma è stata data a mia madre da parte di alcuni testimoni che si sono trovati nel momento in cui è avvenuto l’incidente e l’hanno riferito il giorno dopo quando si è recata sul posto. Posso aggiungere che questo tipo di orologi ha una specie di “sicura” che, anche nel caso di un impatto violento - come può essere stato quello che purtroppo è accaduto a mio padre quando si è scontrato con l’auto - non si staccano dal polso a meno che qualcuno non lo faccia manualmente. Ecco perché è strano che l’orologio sia sparito».
La famiglia di Carparelli non fa ipotesi su come possa essere scomparso questo oggetto, indubbiamente di valore. «Lanciamo un appello», continua il figlio della vittima. «Se qualcuno lo trovasse, gli chiediamo di consegnarlo al comando della polizia municipale, che abbiamo informato di quanto accaduto, come abbiamo fatto con il posto fisso di polizia dell’ospedale Versilia. Nel frattempo abbiamo presentato regolare denuncia per la sparizione dell’orologio. Il problema non è il valore economico, che pure c’è; ma per il valore affettivo. Desidereremmo poterne tornare in possesso, perché apparteneva a mio padre che purtroppo non c’è più».
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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