Il Tirreno

Versilia

Carbonaie, Arpat chiede il protocollo Comune-Gaia

di Donatella Francesconi
Carbonaie, Arpat chiede il protocollo Comune-Gaia

L’atto è necessario per lo smaltimento del percolato, il “succo” dei rifiuti Ma al quesito non c’è risposta. Commissione ambiente della Provincia in visita

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VIAREGGIO. Arpat, dipartimento provinciale, chiede a Comune e Provincia di «relazionare» circa le prescrizioni «da attuare prima dell’inizio dei lavori». Tra queste, si legge, c’è anche quella di «definire un protocollo tra amministrazione e gestore dell’impianto di depurazione che permetta di verificare che le modalità di emungimento previste nel progetto siano compatibili con la funzionalità del depuratore». La comunicazione diArpat è datata 6 marzo scorso, dopo che il “Tirreno” ha posto a più riprese le domande sulla smaltimento del percolato (il “succo” dei rifiuti accumulati in 40 anni di discarica) all’indomani dell’inizio del trasferimento dei rifiuti nelle vasche, iniziato il 30 gennaio di quest’anno.

La necessità del protocollo d’intesa tra amministrazione e Gaia (attuale gestore del depuratore) è posta anche nel verbale della conferenza dei servizi datato primo agosto 2007. L’allora responsabile del Dipartimento provinciale di Arpat, Pellegrini, così prescriveva: «Prima dell’inizio dei lavori di scavo sottofalda venga definito un protocollo tra amministrazione e gestore dell’impianto di depurazione che permetta di verificare che le modalità di emungimento previste nel progetto siano compatibili con la funzionalità del depuratore».

Sono passati cinque anni e la richiesta torna, con identica formulazione: oggi che i lavori sottofalda devono ancora iniziare, ma il percolato drenato dall’area già bonificata continua ad essere immesso in fognatura e da lì va al depuratore.

Gaia. Alla domanda sul protocollo con il Comune, nei giorni scorsi Daniele Franceschini, responsabile divisione “depurazione e fognatura” dell’azienda idrica così rispondeva al “Tirreno”: «Non c’è un accordo diretto tra amministrazione comunale a Gaia: è Ato che deve fornire l’autorizzazione..». E, comunque, «c’è la conferenza dei servizi, l’esito della quale è un atto autorizzativo».

Provincia.Di diverso avviso è Ferdinando Cecconi, funzionario dell’unità operativa “rifiuti e bonifiche” dell’ufficio ambiente della Provincia. Che, nel corso della visita della commissione ambiente di palazzo Ducale, presieduta da Isaliana Lazzerini (Federazione della sinistra), ha così spiegato: «C’è un’autorizzazione del gestore della fognatura». Alla richiesta di maggiori particolari, avanzata dal “Tirreno”, Cecconi ha prima risposto «non parlo con i giornalisti» e poi ha concluso: «Non so se c’è l’autorizzazione. Io di acque non so niente, mi occupo di rifiuti».

Comune. Nella visita dei giorni scorsi compiuta dalla commissione ambiente del Comune (che entro trenta giorni dovrà riferire al consiglio comunale) il presidente Alessandro Bolognsi (Pdl) aveva chiesto all’ingegnere Riccardo Raffaelli, dirigente del settore “lavori pubblici” del Comune aveva chiesto «il capitolato stipulato con Gaia».

Quesito al quale Raffaelli ha risposto, davanti a più di un testimone, «si verifica se c’è». E, almeno quella per il conferimento del percolato da filtraggio, dovrebbe esistere...

Arpat nella nota inviata il 6 marzo scorso chiede alla Direzine lavori «di relazionare circa lo stato di avanzamento dei lavori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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