Il Tirreno

Versilia

C’è chi investe nel bagno a dispetto della Bolkestein

di Luca Basile

Sono due stabilimenti di Marina, ma uno dei titolari dichiara: ho l’azienda da 8 anni, il 2015 mi fa paura

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PIETRASANTA. Mettere mano al portafoglio per rifare, in buona parte, lo stabilimento balneare in piena era Bolkenstein (la direttiva servizi emanata dalla Ue che potrebbe portare i nostri bagni alle aste pubbliche), sembra sfuggire ad ogni logica.

Eppure c’è chi, obbligato o meno a mettersi in regola, pessimista o fiducioso sul divenire delle aste, ha aperto un cantiere vista spiaggia.

Casi decisamente isolati, visto che sul litorale di Marina di Pietrasanta, da Fiumetto a Focette, ne abbiamo contati 2 .

« Un po’ di ottimismo, su come si svilupperà questa storia delle aste, non stona: certo, se mi guardo intorno, vedo che non si muove foglia e allora pensi di stare dalla parte sbagliata. Premesso questo il sottoscritto, i lavori, doveva farli e non mi potevo certo tirare indietro. Ne ho approfittato per ridare una nuova immagine al Bagno – afferma Massimo Ronzi, titolare del Perla, vice-presidente nazionale del sindacato Assobalneari dove ricopre anche l’incarico di numero uno su scala regionale -. Ho cominciato le opere nell’autunno scorso e penso di completare il tutto entro la stagione. Di quali lavori stiamo parlando? Ampliamento del bar, dello spazio di somministrazione, della cucina, con realizzazione di una tettoia e di una sede caldaia. Ripeto: lavori importanti dal punto di vista economico, ma necessari per rispettare le norme. Detto questo era da tempo che pensavo di rendere più bello e funzionale il mio stabilimento. E questa è stata l’occasione giusta». A Marina di Pietrasanta c’è chi dice: se Ronzi, che in nome del sindacato tratta con ministri e parlamentari europei, ha deciso di investire, significa che ha delle certezze sul futuro del settore. In realtà, come spiega nel riquadro lo stesso Ronzi, la situazione delle aste resta molto fluida.

. Ci spostiamo di mezzo km, in direzione sud, zona pontile di Tonfano, al Conchiglia Beach: ad accoglierci lo scheletro in legno di una casa di guardianaggio che al suo interno ospiterà anche una cucina e nella sede attigua la sala ristorante. La ditta che sta eseguendo i lavori, tedesca, in una quindicina di giorni ha assemblato tutto l’edificio: non c’è traccia di bullone o incastri in alluminio. La questione della facile e difficile rimozione del bene, in questo caso, non si pone, anche se l’investimento, si parla di cifre superiori ai 200 mila euro, resta significativo.

«La casa di guardianaggio precedente era oramai un rudere: la sostituiremo con una struttura riteniamo funzionale, moderna e di aspetto gradevole – spiega Alessandra Tarabella che con il marito Claudio Chiodelli gestisce lo stabilimento -: certo, se guardo al 2015 (al 31 dicembre del 2015 scade la proroga concessa dal governo prima di definire un nuovo regime per le concessioni) ho paura.

«Sono 8 anni che abbiamo acquistato il Bagno con uno sforzo economico che finiremo di pagare chissà quando. Impegno al quale oggi si aggiunge quello per la nuova casa di guardianaggio.

«Tanti sacrifici che, con la questione delle aste, rischiano di rivelarsi inutili. La verità è che sempre da 8 anni viviamo in 3 in una casa di 35 mq e facciamo tutti i sacrifici possibili per pagare il mutuo. E qualcuno vorrebbe portarci via, da un giorno all’altro, tutto questo? Non può accadere, non lo accettiamo. Eppure contro noi balneari ascolti tanti luoghi comuni e poca solidarietà da parte dei versiliesi. La verità è che se nel 2015 si arriverà all’asta, per famiglie come la mia non resterà che la strada. E la disperazione. Non voglio nemmeno pensarci».

Intanto le ultime notizie di Balnearia (rassegna dedicata alle ditte che riforniscono i bagni) chiusasi giovedì scorso alla Fiera di Carrara, dicono che le ditte del settore hanno avuto, nonostante la crisi, dei buoni contatti.

Ammiratissimi fra i tanti stand, quello della ditta che realizza con una cifra accessibilissima, delle mini-piscine con idromassaggio. Si parla di 25mila euro per potere avere e dare un servizio in più ai clienti.

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