Il Tirreno

Versilia

Tagli alla cartapesta, la Fondazione ha già un suo piano

di Claudio Vecoli
Tagli alla cartapesta, la Fondazione ha già un suo piano

Palazzo delle Muse punta al modulo «9-4-6»: nove carri grandi, quattro carri piccoli e sei mascherate

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VIAREGGIO. Nove-quattro-sei. Oppure otto-quattro-otto. Potrebbero essere questi i nuovi “moduli” del Carnevale di Viareggio. Ovvero nove carri grandi, quattro carri piccoli e sei mascherate in gruppo. O, in alternativa, otto carri grandi, quattro carri piccoli e otto mascherate in gruppo.

Sforbiciata. Per ora si tratta soltanto di ipotesi che circolano fra i corridoi di Palazzo delle Muse. Ma in più occasioni sia il presidente della Fondazione, Alessandro Santini, che gli uomini del suo entourage hanno preannunciato che con il nuovo bando di concorso sarebbero stati fatti dei “tagli dolorosi” alle costruzioni in gara. Con l’obiettivo di sforbiciare le spese fisse legate alla cartapesta e alleggerire così un bilancio troppo ingessato.

L’argomento per il momento è tabù almeno fino a lunedì, quando al Politeama sono in programma le premiazioni dei vincitori del Carnevale 2012 (e nessuno vorrebbe turbare il clima della serata). Anche se forse dello spinosissimo punto se ne parlerà (informalmente, visto che non è all’ordine del giorno) già nel corso della riunione del consiglio di amministrazione convocata per venerdì sera.

Una cosa, però, sembra certa. La nuova composizione delle categorie del Carnevale non sarà quella uscita dall’avanzamento e dalle retrocessioni. O, meglio, promozioni e bocciature “sul campo” resteranno tali. Ma, al capitolo retrocessioni, se ne aggiungeranno altre decise “a tavolino” per arrivare a quel nove-quattro-sei (o otto-quattro-otto) su cui la Fondazione sta lavorando sottotraccia.

Tante Ipotesi. Naturalmente la partita è apertissima. Anche perché prima di ridurre drasticamente il numero delle costruzioni in concorso è necessaria una trattativa con i carristi che si preannuncia lunga e complessa. In base agli effetti del vecchio bando, infatti, la nuova composizione uscita dai verdetti sarebbe un teorico dieci-sei-otto che la Fondazione reputa non sostenibile da un punto di vista dei bilanci. Se si aggiungono poi il ritiro (non preventivato) di Gionata Francesconi e l’esclusione di Alessandro Servetto, si arriverebbe ad un dieci-cinque-sette da cui partirà con ogni probabilità la trattativa con i carristi.

Per arrivare ad una composizione nove-quattro-sei, infatti, è necessario un ulteriore taglio di un carro grande (con retrocessione “forzata” in seconda categoria) e, a cascata, altre retrocessioni dalla seconda alle mascherate in gruppo e dalle mascherate in gruppo alle maschere isolate.

Scenari. Naturalmente questo è l’obiettivo (non ancora dichiarato) della Fondazione Carnevale. Dall’altra parte ci sono poi i carristi che difficilmente accetteranno una cura dimagrante del genere. E che si preparano già ad una lunga battaglia. Al momento Palazzo delle Muse ha il vantaggio di trovarsi una controparte divisa (l’Assocarristi è allo sbando e senza più un presidente da mesi), ma già in passato nei momenti difficili la categoria ha dimostrato di sapersi ricompattare.

Sul fronte opposto, invece, la Fondazione si troverà a fare la voce grossa quando ormai si sarà già di fatto in campagna elettorale per le amministrative del prossimo anno. E le scadenze elettorali non giocheranno certo a favore di chi dovrà sedersi al tavolo con i carristi. Con rischio (o la certezza?) che nella trattativa venga tirato per la giacchetta un sindaco in scadenza di mandato. E allora tutto potrà accadere. O, forse, niente accadrà. Del resto non sarebbe la prima volta. Né l’ultima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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