Attenzione
«Pontile, va sospeso il dirigente condannato»
LIDO. Preoccupazione per sentenza di colpevolezza dell'ingegner Castellacci, dipendente del Comune di Viareggio. La esprimono i consiglieri Jan Vecoli (Rc) e Simone Leo (Pd) alla luce della sentenza...
LIDO. Preoccupazione per sentenza di colpevolezza dell'ingegner Castellacci, dipendente del Comune di Viareggio. La esprimono i consiglieri Jan Vecoli (Rc) e Simone Leo (Pd) alla luce della sentenza del tribunale di Viareggio che condanna Castellacci per la mancata autorizzazione del nulla osta della Sovrintendenza per costruire il pontile di Lido di Camaiore. «La recente sentenza di condanna di un dirigente comunale ci preoccupa - commentano - perché si tratta di un dirigente comunale condannato e, ancorché questi faccia appello com'è nei suoi diritti, rappresenta pur sempre un pesante problema politico che va affrontato: chiediamo all'amministrazione di prendere in mano la situazione e discutere seriamente della possibile sospensione del dirigente dall'incarico e dalla retribuzione, come più volte abbiamo domandato».
«Quanto all'abuso ambientale - concludono i due consiglieri - sancito dalla sentenza, che dire: se il centrosinistra vincerà le elezioni, si adopererà per sciogliere il dilemma di un'opera pubblica senza autorizzazione della Soprintendenza e per seguire un corretto iter amministrativo da concordare con Ministero per i Beni Culturali e con la Soprintendenza stessa». Sul caso interviene anche il candidato sindaco Alessandro Del Dotto. «L'episodio non fa altro che confermare quanto sia ormai estrema e irrinunciabile l'esigenza di trasparenza, controllo e preparazione dell'amministrazione dei nostri uffici, partendo da una politica di gestione della macchina burocratica che sia la prima attrice di un radicale cambiamento. L'apparato amministrativo deve rispondere seriamente e correttamente alle continue domande che salgono dalla gente e dalle reali e concrete necessità. Dare risposte è il primo punto, insieme alla garanzia di funzionari che siano trasparenti come il vetro pulito; chi non entra in questo disegno, non ha spazio nel futuro della città».
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