Caro Gionata, io ti dico soltanto “sei stato grande”
VIAREGGIO. E’ una amante del carnevale, ma quello in cui si usava ancora la cartapesta. Dina Nardini, ottantotto anni, residente al Marco Polo, quando ha appreso la notizia dell’abbandono di Gionata...
VIAREGGIO. E’ una amante del carnevale, ma quello in cui si usava ancora la cartapesta. Dina Nardini, ottantotto anni, residente al Marco Polo, quando ha appreso la notizia dell’abbandono di Gionata Francesconi ha deciso di telefonare al Tirreno per cercare di farlo ritornare sui suoi passi. «Gionata, mi conosci, sono la Dina - comincia il suo appello - e ti chiedo di non lasciare il Carnevale perché sei un vero artista e la manifestazione ha ancora bisogno di te. Comprendo il tuo stato d’animo, però non devi mollare adesso. Non condivido la vittoria di Lebigre e Roger sul cui carro, come in altri, vedo poca cartapesta. E questo è un male se vogliamo che il nostro Carnevale rimanga quello che era una volta. Capisco che ci voglia più tempo nel realizzare i carri di cartapesta, però bisogna ritornare alle origini per mantenere integra quella originalità che hanno avuto i nostri grandi maestri che non a caso erano definiti maghi della cartapesta. Spero proprio per questo, per la sua originalità e modo di fare Carnevale che Gionata possa esserci anche il prossimo anno».
La signora Dina, malgrado gli 88 anni, ha voluto essere presente anche ad un corso. «Sì ma poco. Ho qualche problema nel camminare e poi era freddo. Ma ho apprezzato il carro di Gionata , mentre pur rispettando il verdetto della giuria, il mio gusto per quanto riguarda il vincitore fra i carri di prima categoria era un altro. Quello che - ripeto e concludo - è di realizzare i carri con la cartapesta».
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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