Nuove verande in vetro con le pedane in tek
Forse ci siamo: dopo un decennio in cui Comune e commercianti della Passeggiata hanno giocato a tira e molla sulle nuove verande per il salotto buono della città, forse c’è la quadratura...
VIAREGGIO. Forse ci siamo: dopo un decennio in cui Comune e commercianti della Passeggiata hanno giocato a tira e molla sulle nuove verande per il salotto buono della città, forse c’è la quadratura del cerchio. Ieri mattina l’amministrazione comunale ha presentato ai commercianti e ai loro rappresentanti le “linee guida” per le nuove strutture che andranno a sostituire la selva di costruzioni “fai da te” cresciute senza che nessuno mai intervenisse.
«I nuovi gazebi - spiega Mauro Ciampa, titolare di “Crepese&caffé” che si è conquistato un meritato spazio di rappresentanza - dovranno essere, ci è stato detto, soprattutto “minimalisti”. Saranno interamente trasparenti, compreso il tetto che potrà avere solo una leggera inclinazione anti pioggia. In estate potrà essere concessa, sembra, una tenda per proteggere i clienti dal solleone. La struttura a vetro dovrà essere di quelle richiudibili “a libro” ed il sistema di infissi verticali e orizzontali avrà la caratteristica di essere prima di tutto invisibile. Per le pedane, infine, c’è la richiesta che siano in tek, il legno utilizzato anche per le barche, con trattamento anti salsedine».
Infine, i modelli consentiti saranno due: uno estivo ed uno invernale. E l’altezza dei nuovi gazebi non potrà superare i 2,20 metri.
«A questo punto - è la voce di Roberto Vannozzi, presidente del Comitato Passeggiata - la nostra richiesta è almeno quella che non venga richiesta l’autorizzazione paesaggistica, visto che quando il modello sarà definito lo si farà con l’accordo di tutti i soggetti interessati». a proposito di paesaggio resta ancora tutta aperta la questione del no della Sovrintendenza alle verande davanti a cinque edifici storici nel tratto dal Molo al Margherita: «Nell’ultima riunione con il sovrintendente - sottolinea Vannozzi - si è discusso solo del tratto dal Principe di Piemonte a piazza Mazzini...». Da lì in poi, dove insistono i problemi maggiori, il confronto sembra fermo alle prescrizioni già fornite che non hanno mancato di preoccupare i gestori di ristoranti e bar interessati.
«L’amministrazione - conclude Ciampa - ci ha lasciato la possibilità di fare sondaggi tra i titolari delle attività chiamate a sostituir e le verande per definire il modello finale. La nostra speranza è che sappiano venirci incontro: il tek, per esempio, è un legno molto costoso. Nell’incontro avuto abbiamo già avanzato l’ipotesi di valutare legni diversi sia pur trattati come richiesto...E la stessa cosa vale per il materiale della copertura...».
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