Gioco
Giallo su un falso documento del Fisco
Professionista a processo per una lettera dell’Agenzia delle Entrate con firma taroccata: prometteva sgravi a suoi assistiti
VIAREGGIO. Un documento dell’Agenzia delle Entrate taroccato con tanto di firma contraffatta della ex-direttrice. E due persone, un professionista versiliese e un dipendente della stessa Agenzia, che vengono indagati con l’accusa di falso, creato al fine di far ottenere uno sgravio fiscale non dovuto.
L’insolita vicenda è finita ieri davanti al giudice monocratico del Tribunale di Viareggio Gerardo Boragine.
Sul banco degli imputati è stato chiamato solo Norberto Dell’Amico, consulente del lavoro residente a Massarosa ma con studio a Viareggio. Secondo l’accusa Dell’Amico avrebbe avuto un ruolo nella creazione di un documento in carta intestata dell’agenzia delle Entrate che prometteva ai suoi assistiti uno sgravio fiscale da 430 euro. A difendere il professionista, assente in aula, c’era l’avvocato Cristiano Morescalchi che ha parlato di vicenda assurda, visto che il Dell’Amico non avrebbe avuto alcun interesse a falsificare un documento per poche centinaia di euro. «Tra l’altro - afferma Morescalchi - quel documento non poteva recare alcun danno al Fisco».
Per il funzionario dell’agenzia delle Entrate invece è arrivato il proscioglimento in fase di udienza preliminare deciso dal Gup Giuseppe Pezzuti.
La vicenda. Tutto comincia nel 2005 con una dichiarazione dei redditi presentata da due coniugi che chiedono uno sgravio fiscale per i due figli a carico. Nel documento ci sarebbe stato un errore che avrebbe concesso alla coppia uno sgravio eccessivo, quindi bloccato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate.I due, credendo di poter aver diritto alla riduzione, hanno fatto chiedere a Dell’Amico spiegazioni all’Agenzia. Insomma, una normale procedura per chiarire la propria posizione col fisco.
Ma nell’autunno 2009 fa la sua comparsa una lettera, con in calce la firma della direttrice dell’Agenzia delle Entrate Loredana D’Angelo. Il documento risponde alle richieste di chiarimento dei coniugi e dice che lo sgravio verrà conteggiato nelle prossime dichiarazioni dei redditi. Durante un successivo controllo i funzionari dell’Agenzia si accorgono che qualcosa non va (per i tecnici lo sgravio resta non dovuto e poi il numero di protocollo presente nella lettera corrisponde a quello di un’altra pratica) e fanno vedere il documento alla direttrice. La donna dice subito che la firma è falsa e fa sporgere denuncia contro ignoti per falso. Le indagini individuano le persone che hanno avuto a che fare con la pratica e fanno finire nel mirino della magistratura il professionista e il funzionario. Per il secondo, che era stato sospettato di aver falsificato la firma, è già arrivato il proscioglimento. Le prossime udienze - a testimoniare il 15 giugno ci saranno l’ex direttrice dell’agenzia delle Entrate e i clienti del professionista - serviranno a chiarire l’accaduto. Resta il giallo di chi abbia creato quel documento falso.
Gabriele Dini
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