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Versilia

Il consiglio fa slittare lo stop al cemento

Il consiglio fa slittare lo stop al cemento

Adottata la variante di Forte ma non l’immediata esecutività che rinvia l’attivazione delle norme di salvaguardia

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FORTE DEI MARMI. Il via libera alla variante urbanistica che pone dei limiti agli svincoli alberghieri e alle speculazioni edilizie al Forte è arrivato nella serata di lunedì. L’amministrazione comunale guidata da Umberto Buratti l’aveva promesso. Ma a sorpesa l’adozione della variante (per la quale si apre ora il periodo delle osservazioni fino ad arrivare all’approvazione definitiva del provvedimento, a questo punto dopo le elezioni amministrative e a seconda di chi vincerà) non si tradurrà subito - come temevano alcuni professionisti di Forte - in un blocco degli interventi edilizi. Cioè non scatteranno da subito le norme di salvaguardia (che per legge si attivano con l’adozione del provvedimento). Perché al voto sull’adozione non è seguito quello sull’immediata esecutività della relativa delibera. Il motivo? Ufficialmente sembrerebbe un tentativo, da parte della giunta Buratti, di mettere pace in famiglia.

Il rinvio della salvaguardia. Lo stop al cemento che accompagna la variante ha creato dissidi dentro e fuori la maggioranza. Tanto che fino all’ultimo non era scontato che il provvedimento arrivasse in consiglio Non solo. C’è anche chi ha provato, con un falso allarme bomba annunciato per telefono (da una cabina pubblica) alla polizia municipale, anche a far slittare il consiglio comunale: di fatto l’ultima opportunità prima delle elezioni di adottare la variante. E se a questo si aggiunge la lettera di una cinquantina di professionisti fortemarmini, inviata a tutti i consiglieri comunali, con la richiesta di non portare in adozione il provvedimento sullo stop al cemento il quadro, piuttosto teso, legato alla variante può dirsi completo.

Che fare allora? La soluzione della giunta Buratti sembra essere stata quella di prendere tempo. Poco, per la verità. Ma un segnale c’è stato. La non immediata esecutività, infatti, concede un paio di settimane, forse qualche cosa di più, a chi è in attesa di permessi di costruire e concessioni edilizie. Giusto il tempo per la pubblicata la delibera sul bollettino ufficiale della Regione (il Burt). Solo allora scatterà la salvaguardia con la sospensione delle pratiche edilizie.

Le autorizzazioni. Pochi giorni, dicevamo, per chiudere qualche pratica. Come quelli che sono serviti agli uffici comunali per valutare e rilasciare 22 autorizzazioni paesaggistiche, tutte pubblicate lunedì sull’albo pretorio on line del Comune. Provvedimenti relativi a piccoli e grandi interventi edilizi - adeguamenti, ristrutturazioni, realizzazioni di piscine e vani di servizio, demolizioni e ricostruzioni di ville - rilasciati tra il 13 febbraio e il 3 marzo per i quali ora, completato l’iter autorizzativo, si potranno fare i lavori, indipendentemente dalla salvaguardia.

Le reazioni. Al di là delle procedure sull’adozione la variante continua a far discutere la politica. Soprattutto in chiave elettorale. «È un grande pasticcio urbanistico - afferma il candidato sindaco del Pdl, James Popper - porre all’attenzione del consiglio questo provvedimento a soli due mesi dalle elezioni è semplice demagogia.Molte norme sono semplicemente inutili, - prosegue Popper - aggravano le procedure per il rilascio dei permessi di costruire, non tutelano i diritti dei cittadini, e non è vero che salvaguardano il territorio, perché alcune sono a nostro parere addirittura in contrasto con la legge regionale 1/05 e altre avranno effetti dirompenti sul bilancio comunale. Ad esempio è una grande bufala la norma che riduce gli indici di edificabilità per “tutelare” il territorio, perché sono applicati solo per il recupero del patrimonio edilizio esistente e non riguardano la nuova edificazione che non può essere prevista dal Regolamento Urbanistico. Riguardo al patrimonio edilizio esistente chi ha potuto sfruttare la norma vigente per usufruire dell'ampliamento lo ha praticamente già fatto (più del 70% del patrimonio edilizio esistente) e infine chi non poteva ampliare (o comunque era sottoposto a diversi vincoli) erano le case su lotti inferiori a 500 mq che con questa nuova normativa saranno avvantaggiati».

In merito alle norme sugli alberghi Popper ricorda che «anche recentemente abbiamo sollecitato il Comune a procedere alla modifica delle norme vigenti che tenessero conto dei suggerimenti della categoria degli albergatori e eliminassero definitivamente la possibilità del cambio della destinazione a civile abitazione. Questo provvedimento arriva troppo tardi, a scadenza di legislatura, e ha lasciando il tempo necessario affinché alcune grandi strutture storiche alberghiere potessero presentare i loro progetti di trasformazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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