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E tra poche settimane si torna in piazza

E tra poche settimane si torna in piazza

I sindacati Sib e Fiba annunciano una nuova manifestazione tra fine marzo e inizio aprile a Roma

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MARINA DI CARRARA. I titolari degli stabilimenti balneari torneranno presto in piazza per farsi sentire. Lo ha annunciato Riccardo Borgo, presidente nazionale del Sib Confcommercio, al termine del convegno di ieri a Balnearia. Ed è stato quello, forse, l’unico momento in cui il Comitato ha applaudito.

«La manifestazione - dice Borgo - si terrà tra fine marzo e inizio aprile a Roma. Piazza del Popolo? È un’idea intrigante, può darsi. Comunque, porteremo una valanga di amministratori, tutti con fascia tricolore, per far capire al governo Monti l’importanza delle nostre 30mila aziende».

L’obiettivo, dunque, è fare pressione il più possibile su un governo che finora si è dimostrato molto più astuto del precedente.

Quando c’era Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, infatti, solo il (pur contestatissimo) ministro Raffaele Fitto aveva preso in mano la situazione in maniera seria. Gli altri, a partire dalla grottesca comparsata a Viareggio del ministro Michela Brambilla - che in pratica ufficializzò le aste delle concessioni senza accorgersene - hanno sempre usato parole accondiscendenti, senza però capire un’acca della questione. E questo i balneari lo hanno sempre capito.

Ben diversa è la posizione dei ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero. Due personaggi a cui la competenza tecnica non manca, ma che si stanno muovendo in maniera che per i bagni è comunque sospetta.

Come ha detto lo stesso senatore Massimo Baldini, la retromarcia in pochi giorni di Gnudi sulla messa a gara delle spiagge deve far tenere gli occhi aperti agli stabilimenti, rimasti choccati (tant’è vero che qualcuno parlò di dichiarazioni inventate...) da un simile episodio. E a tenere sveglia l’attenzione c’è anche il fatto che capo dipartimento del ministro guidato da Moavero, quello degli Affari europei, è rimasto il professor Roberto Adam, già “uomo” del ministro Anna Maria Bernini. Uno di cui i bagni non si fidano, perché lo credono deciso a percorrere la strada delle aste. Ma che pure, secondo molti, rappresenta un tecnico di livello importante: uno che, di fronte a Bruxelles, può giocarsi carte importanti. Ed è proprio il fatto che né lui né i ministri siano ancora andati di fronte all’Ue per parlare di concessioni demaniali a destare maggior sconcerto. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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