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La satira di “Santo subito” dei Lebigre vince il Carnevale

di Claudio Vecoli
La satira di “Santo subito” dei Lebigre vince il Carnevale

Gilbert & Corinne vincono l’edizione 2012 seguiti dal Sarkozy-Napoleone di Politi-Borri. Retrocedono Gionata Francesconi e Ricci

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Vince il Berlusconi “santo subito” della coppia Lebigre-Roger. E, più in generale, trionfa la satira politica e di costume. Il verdetto dei carri di prima categoria, oltre alle capacità tecniche, premia dunque l'impegno dei costruttori. E il loro tentativo di ispirarsi all'attualità. Al primo posto degli splendidi Cardinali della coppia italo-francese che acclamano un “aureolato” Silvio in odore di santità si aggiunge infatti l'altrettanto meritato secondo posto del Sarkozy-Napoleone della coppia Politi-Borri che sbeffeggia il presidente transalpino (ma anche Monti e la Merkel). E anche il terzo posto di Alessandro Avanzini e del suo non facile carro sullo tsunami giapponese sembra in parte confermare questa linea. Ad uscire sconfitti dal giudizio delle giurie sono invece i carri che più hanno puntato sulla spettacolarità e l'evasione. Ovvero la gigantesca, coloratissima Fenice dei fratelli Bonetti (quarta) e il T-Rex di Massimo Breschi (quinto), sicuramente belli e di grande effetto, ma forse un po' deboli sul piano dei contenuti. In seconda categoria, invece, i fratelli Cinquini si confermano di un'altra categoria e vincono per l'ennesima volta festeggiando come meglio non potevano alla promozione fra i carri grandi (per altro già quasi certa dalla scorsa edizione). Ma nell'edizione delle promozioni e delle retrocessioni, faranno discutere anche le bocciature di Gionata Francesconi (che alla luce del settimo posto di quest'anno paga soprattutto gli errori delle precedenti due edizioni) e di Alfredo Ricci.

L'anno dei francesi. Geniali, pungenti, spettacolari, innovativi, Gilbert Lebigre e Corinne Roger hanno tirato fuori dal loro cilindro uno dei loro carri migliori senza rinunciare alla vena sperimentale e alla cifra stilistica che fanno parte del loro dna artistico. I detrattori contestano ai due lo scarso uso di cartapesta (appunto legittimo, per altro), ma quando l'uso di materiali alternativi serve ad ottenere un risultato scenografico che con la carta a calco è impossibile da ottenere (vedi il panneggio delle tonache dei cardinali), allora ben venga la sperimentazione. Tanto più che altri colleghi (ed evitiamo i nomi per carità di patria) utilizzano a piene mani polistirolo e poliuterano espanso “mascherati” da cartapesta senza alcun reale motivo artistico.

Parla in qualche modo francese anche il secondo posto, visto che l'indiscusso protagonista del carro della coppia Politi-Borri è il presidente francese Sarkozy vestito da Napoleone. E fa piacere ritrovare di nuovo i due giovani costruttori nelle posizioni che contano dopo alcune stagioni non proprio felici (per altro evitando in bellezza una retrocessione che dopo lo scorso anno sembrava un incubo più che reale).

Arrivederci, Gionata. Guardando la classifica al contrario, non può non destare un certo effetto la retrocessione fra i carri piccoli di Gionata Francesconi. Non perché non sia in qualche modo meritata (soprattutto alla luce delle precedenti due edizioni), ma perché Gionata è sicuramente un carrista che ha dato tanto al Carnevale di Viareggio (ricordiamo piccoli capolavori di poesia come Fantastampa o i Pulcinella) ma che purtroppo sembra aver smarrito quella vena creativa che lo aveva portato ad essere uno dei costruttori più originali e innovativi. Dalle ceneri, però, si può sempre risorgere e per questo gli diciamo “arrivederci”.

Mattatori. Chi invece arriva in prima categoria a furor di popolo sono i Cinquini. Con la vittoria di ieri - purtroppo in parte funestata dall’incidente al carro che li ha costretti a fermarsi prima della fine del corso - i due fratelli conquistano una promozione assolutamente strameritata. Da quando dopo un lunghissimo ostracismo sono entrati in concorso, Umberto e Stefano hanno inanellato solo e soltanto vittorie. Adesso entrano nell'Olimpo della cartapesta. E da ora in avanti, in gara con i “grandi”, dovranno dimostrare davvero quanto valgono.

Chi sale e chi scende. Il meccanismo delle promozioni e delle bocciature ridisegna la geografia della cartapesta viareggina. Scendono fra i mascheratisti Enrico Vannucci ed Eleonora Francioni. A parità di punteggio nei tre anni del bando, quest'ultima è penalizzata rispetto ad Emilio Cinquini per la peggior posizione conquistata nell'ultimo anno. A salire fra i costruttori di seconda categoria è invece Edoardo Ceragioli che la spunta al fotofinish su Libero Maggini. Decisivo il secondo posto conquistato quest'anno con la mascherata-tributo a Fabrizio De André, seconda solo all'allegro trenino di Marzia Etna che con questa bella vittoria sventa alla grande il rischio retrocessione. Fra le maschere isolate, invece, trionfa per il terzo anno consecutivo Luca Bertozzi con la sua versione di Angeli e demoni dedicata ad Angelino Alfano. E la sua promozione fra le mascherate in gruppo – oltre che meritata - non poteva essere più bella.

Ma finirà così? Fin qui i verdetti “del campo”, decretati sulla base del bando di concorso appena scaduto. Ma c'è da chiedersi se il prossimo anno la nuova composizione delle categorie sarà davvero così come uscita dalle classifiche degli ultimi tre anni. L'aria che tira a Palazzo delle Muse, dopo i problemi sempre più grossi di bilancio, è di un taglio numerico delle opere in concorso. E allora non è affatto detto che qualche salvezza conquistata ieri non possa poi trasformarsi in una retrocessione “a tavolino”. Ma di questo si comincerà a discutere da domani...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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