La manifestazione
Francesconi e Ricci scelgono il silenzio
Non si esclude, per entrambi, un prematuro addio al mondo della cartapesta
VIAREGGIO
«Nessun commento, grazie di essere qui, ma non voglio parlare. Magari parlerà il mio socio, nei prossimi giorni». Gionata Francesconi è circondato dai ragazzi e dalle ragazze del suo staff. Strette di mano, abbracci e pacche sulle spalle. La delusione si legge sul suo volto e su quello del padre e degli amici. Le sue parole potrebbero sembrare quasi un addio alla cartapesta, una delega in bianco a chi, il prossimo anno, prenderà il suo posto. Stavolta in seconda categoria, dove l’istrionico costruttore, l’artista figlio d’arte, l’inventore - talvolta incompreso, talvolta non all’altezza delle aspettative - del Carnevale è scivolato insieme al collega Alfredo Ricci. Colpa degli insuccessi accumulati negli ultimi tre anni. Undicesimo nel 2010, decimo nel 2011. Quest’anno il suo “Fantasma dell’opera” è arrivato settimo. Ma il piazzamento non è bastato ad assicurargli la salvezza. E dai carri grandi esce uno dei nomi storici della manifestazione, esponente di una dinastia da generazioni legata al Carnevale. «Bisognerà capire - commentano i ragazzi dello staff sotto il carro, pochi minuti dopo l’ufficializzazione dei verdetti -che conseguenze ci saranno dal punto di vista economico». Uno dei problemi, questo, perché i finanziamenti per i carri di seconda sono di 64mila euro, contro i 130 della prima.
Commenti analoghi arrivano dal carro di Ricci. «Intanto bisogna vedere se il prossimo anno il carro si fa» spiega uno dei collaboratori del carrista. Ricci sceglie di non farsi vedere. Resta chiuso nella pancia di “Lasciate ogni speranza o voi che entrate... all’Agenzia”, carro che che si è piazzato troppo in basso in classifica per sperare di evitare la retrocessione. Il nono posto, che arriva dopo lo stesso piazzamento del 2011 e il decimo del 2010. Quando ormai nel cielo di piazza Mazzini scoppiano i primi fuochi d’artificio, Ricci è ancora lì, lontano dalla piazza che festeggia, circondato da qualche maschera e dagli amici che con lui, ogni anno, si danno da fare per trasformare in un gigante in cartapesta l’idea del bozzetto. Idea di grande attualità, la sua, sviluppata tra citazioni artistiche e letterarie, ma che evidentemente non hanno convinto la giuria.(v.l.)
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