Il Tirreno

Versilia

Il primo sabato by night funziona ma l’incasso delude: 230mila euro

di Claudio Vecoli
Il primo sabato by night funziona ma l’incasso delude: 230mila euro

Il corso sperimentale, con qualche necessario correttivo per il futuro, è sostanzialmente riuscito ma dal botteghino ci si aspettava un risultato migliore per rimettere in sesto i conti

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VIAREGGIO

Esperimento riuscito. Anche se probabilmente servirà qualche correttivo per il futuro, il corso in notturna del sabato sera si chiude con un bilancio sostanzialmente positivo. Benino l’incasso, bello lo spettacolo dei carri in notturna, partecipato il dopo-corso in piazza Mazzini, se non ci fosse stato l’incidente alla Fenice dei fratelli Bonetti poco prima dell’inizio della sfilata tutto sarebbe filato sostanzialmente liscio.

Scommessa vinta? Il messaggio che parte da questo primo sabato sera by night della storia del Carnevale di Viareggio è dunque che il corso in notturna è un azzardo sul quale vale la pena scommettere. E, possibilmente, investire. Perché piace alla gente, perché lo spettacolo dei carri sotto le luci dei riflettori ha un fascino unico, perché l’idea di un doppio corso che copra l’intero weekend probabilmente funziona (anche se una riprova parziale la potremo avere soltanto oggi). E poi, visto che il Carnevale è anche (o soprattutto?) un’industria, gli spettatori arrivati da più lontano con ogni probabilità ieri sera hanno trascorso in zona la notte contribuendo ad un tutto esaurito fuori stagione per gli alberghi di Viareggio che non è elemento secondario in fase di valutazione.

Qualcosa, però, va cambiato. A cominciare dagli orari del corso: iniziare la sfilata alle 19 e concluderla alle 22 è uno strano ibrido che è davvero difficile da comprendere. Perché finisce per non essere né un corso pomeridiano né un vero e proprio corso notturno. E - sempre per restare all’aspetto più “industriale” del Carnevale - questo orario che cade proprio a cavallo dell’orario della cena ha probabilmente danneggiato i ristoranti. Finendo probabilmente per influire negativamente anche sull’incasso (chi ha preferito cenare prima, forse ha preferito non pagare il costo del biglietto e magari è arrivato solo per i fuochi d’artificio finali, quando ormai i cancelli erano aperti).

Incasso così così. E a proposito di incassi, quello fatto segnare ieri sera dal botteghino non è stato entusiasmante. In una edizione disastrosa come quella di quest’anno, i 230mila euro di incasso sono un discreto risultato, ma con ogni probabilità inferiore alle (grandi) attese che si erano create intorno a questo corso in notturna. Insomma, chi sperava che questo primo sabato sera in maschera potesse rimettere in sesto i conti di Burlamacco è stato costretto a ricredersi. Per raggiungere (o anche solo avvicinarsi) al pareggio di bilancio, oggi servirà un settimo corso miracoloso.

Carri a due velocità. Tornando all’aspetto più spettacolare della notturna, vale la pena sottolineare come non tutti i carristi abbiano “creduto” nell’effetto by night delle loro opere. Qualcuno ha infatti investito sugli effetti speciali e i risultati si sono visti. Vale la pena citare ad esempio il bel gioco di luci e fumo del T-Rex di Massimo Breschi. O i colori scintillanti del Sarkozy della coppia Politi-Breschi. O quelli più sfumati dei Cardinali di Lebigre e Roger. O le coreografie rese ancor più suggestive dai riflettori sia del carro di Alessandro Avanzini che di quello di Gionata Francesconi.

Uno sforzo (anche economico) sull’illuminazione lo hanno fatto anche alcuni costruttori di seconda categoria. A cominciare da Emilio Cinquini (di gran lunga quello che più ha migliorato il proprio prodotto sotto la luce dei riflettori) per proseguire poi con i fratelli Cinquini e Jacopo Allegrucci.

Altri carristi, invece, si sono limitati a puntare qualche riflettore (neppure troppo bene) sui mascheroni principali o poco più. E si fa peccato (ma forse ci si indovina) a pensare che questo “disinteresse” sia dovuto al fatto che i giurati avevano già stilato le proprie classifiche.

Il dopo corso. Bene è andato anche il dopo-corso. Al di là dei fuochi d’artificio non particolarmente entusiasmanti (iniziati in ritardo a causa di un elicottero radiocomandato che impediva l’inizio dello spettacolo), la formula della festa danzante in piazza Mazzini ha funzionato. In tanti - soprattutto giovani, ma non solo - si sono infatti intrattenuti di fronte al palco coinvolti dalla contagiosa simpatia del dj Andrea Paci e dalle festose coreografie dei carri. Tirando avanti fino all’una di notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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