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Versilia

E sui carri c’è chi fa la colletta

E sui carri c’è chi fa la colletta

Ma c’è anche chi dice no: «Il settimo corso? Non l’abbiamo voluto noi»

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VIAREGGIO

Uniti per il Carnevale. La maggioranza dei figuranti dei carri hanno accolto l’appello del Presidente della Fondazione Carnevale, Alessandro Santini che aveva chiesto qualche giorno fa un contributo di cinque euro in occasione del settimo corso per salvare la manifestazione, in crisi economica. C’è chi ha organizzato una vera e propria colletta tra le maschere per lanciare un salvagente al baccanale. «So che i miei figuranti – afferma Massimo Breschi – hanno fatto una raccolta e tutti domani pagheranno cinque euro». Stessa iniziativa per suore e cardinali di “Santo Subito” della coppia Lebigre-Roger. «La Compagnia del Carnevale – spiega Elodie Lebigre – si è messa d’accordo per dare il proprio contributo». Ma il “su dateci un soldino a pro del Carneval”, come recitava una vecchia canzone è stato seguito anche da tante altre maschere che, singolarmente, vogliono aiutare la manifestazione. «In tanti anni di Carnevale, da figurante – commenta Matteo Benedettini, protagonista sul carro dei fratelli Cinquini “Garibaldi fu ferito” – non ho mai pagato il biglietto, ma domani lo voglio fare per solidarietà al Carnevale». La chiamata dei carnevalari alle armi da parte del Presidente Santini per pareggiare il bilancio ha avuto successo sia tra le costruzioni di prima che di seconda categoria. «Il baccanale non deve morire – dice Simone Tarducci, maschera del carro di Roberto Vannucci – e domani pagherò il biglietto». C’è chi da questo appello lancia anche una proposta per il futuro. «Credo che le maschere potrebbero anche dare cinque euro inizialmente alla consegna del tesserino d'ingresso – propone Simone Simonini della costruzione di Jacopo Allegrucci - domani pagherò e non tanto per far tornare i conti alla Fondazione quanto perché il divertimento e l’amore per la manifestazione valgono più di cinque euro». Alcuni non erano a conoscenza della possibilità di pagare l’entrata. «Non lo sapevamo – affermano Simonetta Musetti e Mariangeli Cristina di “Ibernati” – ma lo faremo perché vogliamo aiutare questo povero Carnevale». C’è poi chi è insicuro come Maria Grazia e Daniela Micheli del carro di Avanzini «domani decidiamo» e chi invece manifesta il suo no categorico. «Il settimo corso non l’ho voluto io – spiega Elisa Farnocchia della costruzione dei fratelli Cinquini – e domani non pago». Stessa decisione anche per il gendarme di “Grandeur” Vincenzo Lo Iacono. «Abbiamo già pagato il vestito del carro – commenta – quindi niente cinque euro».

Martina Ambrogi

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