Attenzione
Cinquanta no allo stop al mattone
Sono quelli di un gruppo di professionisti di Forte dei Marmi contrari alla variante urbanistica
FORTE DEI MARMI
«Quella Variante non s’ha da adottare». Lo dicono una cinquantina di professionisti fortemarmini del settore, con un’inattesa e durissima lettera al sindaco Buratti e a tutti i consiglieri comunali, firmata dai nomi più noti del settore, e che metterà a dura prova la Giunta, che in poche ore, nel week end, dovrà decidere che fare.
Per lunedì sera, infatti, è previsto il Consiglio comunale con all’ordine del giorno l’adozione della variante, particolarmente attesa dal settore alberghiero e con tante novità in ogni ambito urbanistico. Un voto che tuttavia aprirebbe per il mondo del mattone fortemarmino un periodo di così detta salvaguardia. Cioè stop agli interventi fino all’approvazione definitiva della variante.
I professionisti chiedono a Buratti e all'assessore all’urbanistica Molino di sospendere tutto perché non è stato garantito il diritto alla partecipazione disposto chiaramente dalle leggi regionali. Come professionisti del settore lamentano anche di non essere stati coinvolti nel dibattito pur avendolo richiesto espressamente. Nella lettera si parla poi apertamente della sensazione riportata dai professionisti firmatari che non ci si voglia confrontare con i tecnici del settore e la cittadinanza e portano a controprova la delibera del Comune di Seravezza, dove è stato preadottato il loro strumento urbanistico, e dove è stata, invece, garantita davvero la partecipazione dei cittadini che la legge regionale impone.
Forti anche le motivazioni che tirano in ballo tempistiche di salvaguardia molto lunghe ed errori o sviste che potrebbero compromettere ulteriormente il già difficile momento economico del paese.
Alla protesta dei professionisti si aggiunge in queste ore la dura presa di posizione del candidato di centrodestra, James Popper che chiede la testa dell’assessore Molino. «Siamo perfettamente d’accordo con la protesta dei professionisti cittadini - spiega Popper - perché questo regolamento non deve essere adottato visto che è mancato tutto il tema partecipativo. È un pasticcio di norme, alcune delle quali, ad esempio, dovrebbero entrare nel Regolamento edilizio, proprio quello che l’assessore Molino aveva promesso nell’altra campagna elettorale e che dopo cinque anni non è ancora venuto fuori. L’unica cosa che regge è il blocco degli svincoli degli alberghi, con lo stop alla norma che consente di tornare alla loro originaria destinazione, ma è un blocco che arriva con le mucche tutte fuggite dalla stalla visto che giunge, ormai, dopo cinque anni di svincoli. Adesso se passa l’adozione scatteranno tante inadeguatezze che saltano nitide all’occhio di chi opera in questo settore, - conclude Popper - e proprio da questo traspare l’inadeguatezza di Molino a gestire questi strumenti. Ragion per cui anche se siamo a due mesi dalle lezioni se ne deve andare!».
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