Sicurezza
Preso il molestatore della pineta di Ponente
Palpeggiò una donna: acciuffato dalla polizia durante dei controlli a tappeto contro lo spaccio
VIAREGGIO
«Notte di polizia, certo qualcuno te lo sei portato via...» cantava Venditti in una hit di metà anni Ottanta. Aggiungetevi la nebbia, la pineta nel centro città ed è lo scenario di giovedì notte, quando il commissariato diretto da Leopoldo Laricchia ha messo in strada uomini, mezzi e competenze grazie anche ai rinforzi che il ministero dell’interno ha inviato per il lungo periodo di Carnevale.
Stazione, Passeggiata, periferia ma soprattutto pineta di Ponente, quel parco cittadino meta degli spacciatori giorno e notte. Giovani originari del Marocco, senza niente da perdere come accade a chi vive per strada e consuma la giovinezza a spacciare o rubare, posizionato all’ultimo gradino della piramide della malavita.
Sono le 23 passate quando l’operazione scatta. Fino a quel momento gli agenti si sono dedicati a controllare auto e passanti: alla stazione, dove da tempo viene posizionato il camper della polizia fin dal tardo pomeriggio, ed in via Buonarroti. Proprio in piazza Dante incontriamo il titolare del buffet che la Questura ha chiuso per quindici giorni.
Il tempo di mettere a punto l’operazione, poi le auto si piazzano lungo tutto il perimetro della pineta. Funzionari e agenti in borghese entrano a piedi tra i pini. L’importante – spiega Leopoldo Laricchia – è agire velocemente: «Perché chi sta acquattato nel bosco vede chi entra, controlla il movimento delle macchine. Ed ha un vantaggio». Che può essere annullato solo intervenendo tutti insieme, gli uomini a piedi, i mezzi tra gli alberi, in perfetta sincronia. Armati di torce che in un attimo illuminano il buio tra i cespugli. Chi resta ai bordi sa quello che deve fare. È un attimo: il ragazzo corre a più non posso, attraversa via Marco Polo a rischio di farsi investire, tenta di far perdere le tracce tra gli alberi della zona di pineta intorno alla Capannina. Gli è stato intimato l’alt, ma lui è lanciato verso la libertà. Non ci sono armi. Solo gambe che corrono nella notte, tra la nebbia. Laricchia ed i suoi all’inseguimento, di nuovo l’alt che risuona tra gli alberi, la mano del poliziotto che afferra la spalle del giovane in fuga, le manette che scattano intorno ai polsi. Lungo tutto il perimetro della pineta di Ponente si ripete la stessa scena. Ad essere intercettati non sono solo i fornitori di sballo: ce n’è anche per gli acquirenti. Un transessuale si allontana lungo la via Fratti: stasera non è aria… La radio segnala che altri agenti hanno bisogno dei colleghi per identificare due persone fermate all’altezza della Conad di via Fratti, anche in questo caso lo scenario dell’intervento è la pineta.
«Sono quindici giorni che, notte dopo notte, operiamo così - spiega Laricchia - Molti degli spacciatori hanno “mollato” la zona… Certo per ottenere i risultati servono tutti gli uomini a disposizione. Ed i rinforzi di Carnevale ci hanno permesso di mettere a punto un intervento sostanzioso e prolungato nel tempo». Che proprio giovedì notte ha dato un risultato insperato: il giovane rincorso e fermato tra i pini, 25 anni, cittadino marocchino, è ora accusato di essere lo stesso che un mese fa palpeggiò, in pineta, una donna che ha sporto denuncia.
Una volta portato in commissariato gli agenti hanno notato la somiglianza con la descrizione fatta dalla donna. Che, chiamata a riconoscere l’uomo (ed è la terza volta perché le indagini non hanno tralasciato niente), ha quasi avuto un malore ritrovandoselo davanti. Per il giovane è scattata la denuncia per violenza sessuale. Che si aggiunge all’intimazione a lasciare l’Italia. Centoventi le persone identificate nel corso dell’operazione, di cui 22 stranieri, 53 le auto e venti le contravvenzioni al codice della strada.
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