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Traffico di auto rubate in Versilia

Traffico di auto rubate in Versilia

Le macchine venivano “riciclate” a Camaiore cambiando targa e numero di telaio e poi portate all’estero: 4 condanne

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CAMAIORE

Quattro condannati per un giro di auto di lusso rubate in giro per l’Italia e poi “riciclate” in Versilia (dove ai bolidi si cambiavano numero di telaio e targa) per poi essere rivendute all’estero. Le condanne arrivano dopo un processo in cui davanti al giudice sono sfilati ben 16 imputati. Il procedimento giudiziario è seguito a una gigantesca indagine - iniziata nel 2007 e durata circa due anni - condotta dalla polizia stradale di Viareggio e coordinata dal Pm Salvatore Giannino.

L’indagine. Si procuravano automobili provento di furti, truffe o rapine e le rivendevano sul mercato dell'Est Europa dopo averne modificato il numero di telaio e la targa, e averle dotate di documentazione falsa.Le indagini hanno preso avvio dopo che la polizia stradale di Viareggio ha provveduto al sequestro di un'auto provento di riciclaggio proveniente dalla Campania ed ha effettuato un successivo sequestro a Capezzano.

Per due anni i poliziotti hanno seguito le manovre dei trafficanti di auto, hanno compiuto intercettazioni telefoniche e pedinato i sospettati.

Poi, nel giugno del 2008 furoarrestate quattro persone, e denunciate altre 12, dalla polizia stradale di Viareggio con le accuse di associazione a delinquere, ricettazione e riciclaggio di veicoli, distribuzione e falsificazione di atti.

Tra gli arrestati nell’occasione figuravano anche Giuseppe La Manna, residente a Striano (in provincia di Napoli) e Roberto Bazzichi, residente a Camaiore.

E proprio queste due persone si sono viste condannare per ricettazione e riciclaggio mercoledì mattina dal tribunale collegiale di Lucca (a presiederlo c’era il giudice Valentino Pezzuti).

Per Bazzichi - assistito dall’avvocato Giorgio Nicoletti - è arrivata una condanna a sei anni di reclusione e 6000 euro di multa. Per Giuseppe La Manna, assistito da Nunzia Castellano - il collegio giudicante ha invece deciso una condanna a sette anni di reclusione e una multa da 7000 euro.

Condannato a quattro anni (e 3000 euro) per ricettazione e riciclaggio anche Giuseppe Giamundo. Un anno per simulazione di reato (per aver denunciato una falsa rapina) anche per Nicola Quaranta. Per tutti è stata esclusa l’associazione a delinquere.

Assolti invece tutti gli altri protagonisti della vicenda, compresi alcuni degli arrestati all’inizio delle indagini.Singolare il caso di uno degli assolti, Ermenegildo Marciano, un giovane disoccupato (all’epoca dei fatti) che fu addirittura fotografato dalla polizia mentre era a bordo di una delle auto rubate. Gli avvocati Jonatan e Andrea Bonuccelli hanno dimostrato in aula che il giovane aveva solo fatto un favore a un conoscente - il La Manna -per trasportare la macchina dalla Puglia alla Versilia.

Assolta anche la titolare di un noto autosalone di Camaiore che, inconsapevomente, aveva ospitato per un periodo, alcune delle auto finite al centro del traffico illecito.

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