La manifestazione
«Togliete il bagno a chi commette abusi»
La proposta dei balneari al governo Monti: verifica ogni 9 anni delle concessioni, chi rovina l’ambiente deve pagare
VIAREGGIO. Non ci stanno a passare sempre per quelli che non rispettano le regole. Sono stufi di rispondere ad accuse che ritengono dei pregiudizi belli e buoni. E così i balneari, nel documento presentato dai loro tecnici (Piero Bellandi, Alessandro Del Dotto e Laila Di Carlo) ai ministri del governo Monti, hanno messo nero su bianco la volontà di chiudere definitivamente con le ambiguità del passato. Facendo capire che sono pronti a “scaricare” chi ha sbagliato.
«Stop agli abusi». Nel documento, che aspira a diventare la base per una futura legge sulle concessioni demaniali marittime, si punta a trasformare le concessioni in “autorizzazioni”. Che non potranno essere rilasciate «a chi è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per reati consistenti in violazione di norme urbanistiche, edilizie o ambientali» e «a chi sia stato destinatario di ordinanza di demolizione o di rimessa in pristino di strutture od opere abusive o difformi, che sia inoppugnata ed efficace».
Insomma: chi ha commesso o commette abusi edilizi perderà il bagno. E tutte le strutture presenti, si legge nel documento, verranno incamerate dallo Stato.
Nove anni di durata. L’autorizzazione, secondo quanto proposto dai balneari, sarebbe sottoposta a verifica ogni 9 anni. Non è chiaro, però, se si chiede un ritorno al rinnovo automatico delle concessioni, che di fatto è stato concellato con la legge Comunitaria 2010 su richieste dell’Unione Europea.
La verifica, che sarà a cura dei Comuni - ritenuti l’ente più adeguato per gestire il Demanio - dovrà stabilire se il balneare ha rispettato le prescrizioni.
Facile rimozione. Nella proposta si parla anche di amovibilità delle strutture costruite negli stabilimenti, un’altra patata bollente. Per risolvere il problema della facile o difficile rimozione, i balneari propongono di ritenere amovibili anche quelle strutture fisse che si possono togliere di mezzo nel giro di 15 giorni.
La trattativa. La proposta, secondo gli stabilimenti, è la prima base della trattativa con il governo. Da lì ci si muoverà per capire se la possibilità di evitare la messa all’asta delle concessioni dal 1° gennaio 2016 è concreta, oppure se i ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi ritengono di dover andare avanti su questo piano.
Quel che è certo è che i bagni ritengono di poter scalfire sempre di più il muro di diffidenza del governo. E rientrare anche loro nelle categorie escluse dai decreti sulle liberalizzazioni. I tassisti, insomma, insegnano.
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