Il dolore
Assolto dopo 8 anni monsignor Percich
L’anziano parroco di Querceta e Forte dei Marmi era accusato di molestie telefoniche ed offese verso una coppia
QUERCETA
Monsignor Percich non è responsabile di molestie al telefono.
La lunga odissea giudizaria per il sacerdote molto conosciuto in Versilia si è conclusa. La sentenza è passata in giudicato, Percich ha chiuso con qualisia accusa, soprattutte queste. molto infamanti per un prete..
E’ l’avvocato di monsignor Percich che comunica al Tirreno che «con sentenza numero 151 del Tribunale di Lucca, Sez. dist. Di Viareggio, emessa il 25 gennaio .2010 al procedimento penale n.6537/’02 per “molestie telefoniche ed offese” (artt.660 e 595 C.P.) in danno ai coniugi Balderi/Gherardi, egli è stato assolto per non aver commesso i fatti a Lui contestati».
La sentenza per monsignor Percich è passata in giudicato il 28 giugno del 2010 e l’amico sacerdote «si avvalse – scrive l’avvocato Ivio Avenante di Querceta – della difesa del valente collega avv. Dario Vannucci del Foro lucchese. E così è caduto, dopo circa 8 anni dall’inizio della disavventura giudiziaria, il castello di carte a sostegno delle infamanti accuse: le denunce-querele, i rapporti di Polizia Giudiziaria 05.11.02 e 31.03.03 e la enfatizzata circostanza secondo cui talune molestie telefoniche erano partite anche dalla Banca Credito Italiano, Agenzia di Querceta (Unicredit).
L’avvocato Avenante ricorda nel maggio del 2004 il nostro giornale pubblicò una lettera dal titolo:”Mons. Percich, sono completamente innocente e lo dimostrerò al processo”. Quella lettera si concludeva, ricorda ancora il legale con una nostra frase: “appunto, caro monsignore, aspettiamo il processo”,
Per questo l’avvocato Avenante si premura di chiedere, ora che giustizia è fatta, di dare notizia del suo epilogo. Cosa che facciamo volentieri.
L’avvocato ricorda ancora che Percich: «Questi, peraltro, nonostante l’età avanzata, esercita tuttora il suo ministero nei Comuni di Seravezza, Pietrasanta e Forte dei Marmi.
Comuni, lo ricordiamo, che sono sotto la diocesi di Pisa e non di Lucca.
L’avvocato scrive ancora «che monsignor Percich gradirebbe – scrive Avenante – che venisse pure pubblicato l’ultimo periodo della sopra citata sua lettera nella quale si avvertiva non doversi” ledere le persone direttamente interessate con una presentazione parziale e fuorviante dei fatti, ma rendere un buon servizio ai lettori che hanno il diritto di conoscere ogni aspetto dei temi trattati per conservare piena fiducia e credibilità nei mezzi di informazione».
In realtà la nostra credibilità e accuratezza negli articoli su monsignor Percich è stata verificata anche da un giudice, che non ha ritenuto procedere contro il giornalista che aveva seguito il caso e che era stato querelato dallo stesso prete.
Per la cronaca le molestie al telefono non erano di tipo erotico, ma riguardavano presunti problemi di soldi fra il prete e la coppia, con la quale aveva avuto in precedenza ottimi rapporti di amicizia.
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