Proteste
«Per Capezzano servono progetti»
Il candidato del centrosinistra: cambiare strategia, o il paese muore
CAPEZZANO
«Provino ora a dire che ci vuole continuità amministrativa. Per Capezzano o si cambia o si muore». Così il candidato sindaco del centrosinistra Alessandro Del Dotto commenta la notizia dell'ennesima attività commerciale (due, in realtà: un'orefice e un negozio di articoli sportivi) che chiude i battenti nella frazione camaiorese.
«C'è la crisi che senza dubbio incide e che accelera meccanismi negativi - premette Del Dotto - ma c'è anche un vuoto di azioni amministrative sul futuro dei centri commerciali naturali". E le sue proposte vanno in questo senso: «Va fatto il piano delle funzioni, vanno fatti progetti strutturali per la viabilità, vanno coltivati programmi di recupero (penso a piazza degli Alpini) e di arredo urbano, vanno fatti i percorsi pedonali (a partire dalle strisce) e le piste ciclabili, va rivisto e riscritto il traffico dei mezzi pesanti, va inventato e studiato un vero centro storico per Capezzano».
Del Dotto ha sempre sottolineato come, nei suoi progetti, Capezzano debba investire e puntare sulle proprie potenzialità.
«Ha bisogno di cura e attenzione: dallo sport ai percorsi storici, la cittadina deve diventare centro di quell'idea di benessere e di qualità della vita che vogliamo dare alle famiglie e ai bambini. Solo se condividiamo un obiettivo come questo è possibile porre le basi perché l'amministrazione, investendo anche con progetti a costo zero, crei opportunità di sviluppo e di rivitalizzazione. Insomma - conclude Del Dotto - o si cambia, o si muore: per questo, amministrazione e cittadini (residenti oltre ai commercianti) devono prendersi sottobraccio, chiarendo e spartendosi i compiti e le responsabilità della costruzione di un centro storico della città che oggi più che mai deve essere realizzato».
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