Attenzione
«Non migliora la sicurezza sul lavoro»
L’allarme della Asl al convegno organizzato dalla Fiom-Cgil a cinque anni dalla morte del giovane Joubert Thompson
VIAREGGIO
«Ho visto il piazzale questa mattina, durante la cerimonia: c’è un affollamento eccessivo, un gran casino, tanto per parlare chiaro...». Rita Ansuini non gira intorno al problema nel prendere la parola, in rappresentanza del Dipartimento Asl di vigilanza e prevenzione sugli infortuni nei luoghi di lavoro, al convegno organizzato dalla Fiom-Cgil cinque anni dopo la morte, nell’area di Polo nautico, di Joubert Thompson, marinaio di 23 anni. Ansuini porta l’esempio di quanto ha appena notato per raccontare cos’è nella realtà quotidiana la sicurezza nei luoghi di lavoro: «Cosa può fare l’operatore del servizio di prevenzione in un caso simile) Può trovare un articolo di legge e cercare di applicarlo. Ma intanto devo vederlo, il problema. Perchè quando arriviamo noi scappano tutti. Cosa ci può fare chi organizza il lavoro? Tanto. Non posso produrre senza occuparmi della sicurezza e poi affidarmi ad una terza persona dicendo “pensaci tu”. E devo chiedermi se disordine e affollamento servono alla produzione. L’organizzazione produttiva non è avanzata in Italia: è scarsa, casuale, non sicura. Un piazzale affollato e disordinato è sicuro? No».
I dati raccontano che in Versilia gli infortuni sul lavoro sono di nuovo in aumento. L’ultimo, significativo, quello dell’operaio che ha preso una scarica elettrica in un capannone di Polo nautico: «Una tipologia di infortunio che non avremmo voluto rivedere», spiega Ansuini. Ma «nei periodi di crisi si risparmia su tutto e ci sono molte situazioni lavorative nelle quali si torna indietro come i gamberi».
Il mondo del lavoro in Versilia e in tutta la provincia di Lucca non offre una fotografia migliore visto dall’osservatorio dell’Ispettorato del lavoro: «I controlli fatti nel 2011 - è la testimonianza di Roberto Sarti, direttore della Direzione provinciale del lavoro - danno una percentuale di irregolarità che si avvicina al 60%. Ed è un dato che non tende a diminuire». A preoccupare non sono solo le condizioni di lavoro o l’evasione contributiva: «Il dato più significativo - continua Sarti - sono i contratti atipici e flessibili di cui ultimamente c'è stata una ubriacatura. Abbiamo trovato cuochi e camerieri assunti con contratti a progetto. Perché la politica ha concesso tutta questa serie di contratti. Anche se si capiva come sarebbero stati usati».
Un messaggio forte è arrivato da lavoratori e Fiom rispetto alle semplificazioni in materia di sicurezza sul lavoro che il Governo Monti si appresta a varare: « Invieremo - annuncia Maurizio Marcelli della Fiom nazionale - una lettera con la richiesta di cancellazione della nuova normativa».
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