Il Tirreno

Versilia

«Si indaghi sulle Carbonaie»

di Donatella Francesconi
«Si indaghi sulle Carbonaie»

Caprili: visto l’inquinamento delle acque di falda segnalerò la vicenda alla magistratura

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VIAREGGIO

Una «commissione di indagine del Comune» per le Carbonaie: è la richiesta di Milziade Caprili, capogruppo della Sinistra Arcobaleno. che spiega: «Chiederò al presidente del consiglio comunale di predisporre - a norma dell’articolo 18 del Regolamento del consiglio comunale - di predisporre affinché la commissione ambiente venga trasformata temporaneamente in commissione di indagine. Se ciò non fosse possibile, chiederò che si formi una commissione di indagine che si incarichi di mettere al “pulito” le vicende connesse alle Carbonaie».

Caprili, nell’interrogazione presentata, pone le domande inevitabili una volta rese note le condizione dell’inquinamento della falda acquifera nella zona dell’ex discarica: «È la stessa acqua usata per le coltivazioni dei terreni vicini alla discarica? E le acque più distanti? Risulterebbero fuori norma per cloruri, solfati, metalli, ammoniaca i due pozzi di monitoraggio di Fosso Guidario sull’Aurelia. Sul percolato poi saremmo alla barzelletta: il depuratore di Viareggio non sarebbe autorizzato allo smaltimento se il rifiuto viene portato con autobotti. Ma esisterebbe una diversa normativa se lo stesso percolato transitasse tramite fognatura».

Caprili spiega l’uso del condizionale, alla luce di quanto scritto dal “Tirreno” nei giorni scorsi con le dichiarazioni di esperti e tecnici di Gaia: «L’ho usato per cautela. Tuttavia non sono convinto di un ragionamento che sento circolare relativamente al fatto che non sarebbe utile generare allarmi su un tema così delicato. Tutt’altro! Se le cose fossero arrivare fino ai punti sopra richiamati ci sarebbe bisogno del massimo allarme possibile. Che fare? Intanto correre ai ripari, quanto meno per attenuare l’impatto negativo delle criticità evidenziate. Per parte mia, pur convinto che non ce ne sia bisogno, invierò alla Magistratura gli articoli di stampa affinché, in completa autonomia, decida se e quali azioni intraprendere».

Percolato. Nel corso delle visite alla discarica dei giorni scorsi e dei colloqui che abbiamo avuto con i tecnici coinvolti, avario titolo, nel progetto di bonifica della discarica sono emersi altri particolari sullo smaltimento dei liquidi prodotti dalla discarica.

Intanto, ha spiegato al “Tireno” Daniele Franceschini (responsabile della Divisione depurazione e fognatura di Gaia) il conferimento del percolato dalla discarica al depuratore mediante fognatura «avviene perlopiù di notte».

E non solo: «Nei mesi estivi, in particolare luglio e agosto - ha spiegato alla commissione ambiente del Comune l’ingegnere Riccardo Raffaelli, dirigente del settore “lavori pubblici” - si cerca di rallentare l’immissione del percolato nella fognatura già sovraccarica». Raffaelli, rispondendo alle domande del presidente della commissione ambiente, Alessandro Bolognesi, ha anche affermato che «nell'accordo che fu fatto con Gaia era previsto che in qualsiasi momento Gaia avrebbe potuto dare allarme per la crisi del depuratore e noi avremmo interrotto il flusso di percolato».

In realtà non di un accordo nero su bianco si è trattato - ha spiegato Daniela Franceschini - ma di «una conferenza dei servizi» con tutti gli enti interessati «riuniti in Provincia». Una scelta fatta «per una questione di tempi organizzativi» in relazione al primo lotto di lavori della bonifica della discarica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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