Sicurezza
Il padre scalpellino e i ricordi letterari
Storie e aspetti dimenticati delle nostre terre sempre vive al centro delle opere di Mariotti
VIAREGGIO
Nato a Pietrasanta nel 1936, da papà scalpellino (morto giovane in guerra) e madre domestica. Giovanni Mariotti - definito “lo scrittore della timidezza versiliese” - si trasferisce a due anni nella casa di famiglia a Pedona, sulle colline di Camaiore, dove ha vissuto fino all’età di vent’anni quando per lavoro ha fatto le valigie alla volta di Milano, città che non ha più lasciato.
Lo scrittore ha poi lavorato per diverse case editrici importanti e scritto per le pagine culturali dell'Espresso chiamato da Livia Zanetti e Paolo Milano, per poi entrare a far parte del corpo redazionale del settimanale per quattro anni.
Ha lasciato l'Espresso per andare a dirigere la Biblioteca Blu di Franco Maria Ricci, seguendo in particolare la rivista d'arte FMR che usciva negli Stati Uniti, in Francia e in Spagna. Passando poi a Repubblica.
Un rapporto durato anno, poi interrotto per continuare a lavorare con le case editrici sul fronte editing e traduzioni.
Dopo il 1990 è passato al Corriere delle Sera per le cui pagine culturali ha scritto fino ad un paio di anni fa.
Nel frattempo ha pubblicato un buon numero di libri per le più importante case editrici italiane: da Mondadori a Feltrinelli ad Adelphi.
Gli ultimi due volumi sono usciti per "Et ali" la casa editrice del figlio.
Con il suo romanzo “ I dracula timidi” ha partecipato al premio Viareggio-Repaci piazzandosi nella top ten.
Ma la Versilia è anche protagonista nel lavoro “Storia di Matilde”. (cri.bul.)
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