Trasporti
Il commercio muore, il Comune non c’è
Altri due negozi chiudono a Capezzano. Imprenditore denuncia: chiesti tanti interventi, ma nessuno ci ha aiutato
CAMAIORE
«Vado via, con rammarico. Avevo creduto e investito su Capezzano, ma in tanti anni il paese è sempre stato dimenticato e abbandonato dal Comune. Chiudo, e apro altrove».
A parlare è Leonardo Becagli, proprietario di due diversi negozi lungo la Sarzanese. Da qualche giorno sia la gioielleria Leus che il vicino negozio di articoli sportivi hanno infatti affisso il cartello "liquidazione totale".
Il perché ce lo spiega lo stesso titolare. «Ho aperto il negozio di orefice qui a Capezzano - dice Leonardi Becagli - nel settembre del 2007, e quello di articoli sporti nell'ottobre del 2009. Ora ho deciso di chiudere. Mi sposterò nella zona della Bocchette, ma abbandonerà del tutto la parte commerciale, per dedicarmi esclusivamente a quella artigianale».
In altre parole il negozio di sport chiuderà i battenti, mentre alle Bocchette, con a disposizione un grande laboratorio, manterrà attiva la lavorazione artigianale dei gioielli. Dovrà rinunciare alla normale clientela, per continuare a vendere le sue creazioni orafe solo ad altri gioiellieri. Becagli però se ne va e chiude i suoi negozi con l'amaro in bocca.
«Ho creduto molto in Capezzano. Ed ho investito molto. Ma in questi anni - aggiunge - Capezzano è rimasta indietro. Qui era necessario realizzare un marciapiede lungo la Sarzanese, per creare un percorso pedonale. Mancano inoltre due arredi minimi, una panchina, un'aiuola. E non c'è neanche un posto auto che possa dirsi tale».
Becagli di recente ha lasciato anche il direttivo del consorzio di commercianti di Capezzano. «Ho consumato le scarpe per quante volte sono andato in Comune a chiedere interventi per Capezzano. Qui le attività stanno scomparendo una dopo l'altra. Eppure dal Comune non abbiamo mai visto nulla di concreto. Ora però sono stanco, il gioco non vale la candela».
A due attività che tra qualche giorno spariranno segue un altro esercizio che, con difficoltà, cerca di ripartire. Si tratta del bar davanti la Chiesa, che da qualche mese cerca una nuova gestione. Qualcuno, negli ultimi tempi, si è fatto vivo per chiedere informazioni. Ma per ora, a quanto pare, nessuno è intenzionato realmente a rilevare lo storico bar.
Da qualche settimana ha chiuso anche l’unico negozio di computer del paese.
«La situazione del commercio è statica da un po' - commenta Antonio Tofannelli, presidente del centro commerciale naturale di Capezzano - e in paese non si vedono segni di ripresa».
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