Attenzione
Crea, oggi c’è l’incontro tra sindaco e Sassoli (Asl)
Per i servizi sociali l’Azienda sanitaria ha intimato il rientro di quanto dovuto a tutti i Comuni della Versilia. Preoccupazioni anche per la Misericordia
VIAREGGIO
È fissato per oggi pomeriggio alle 18 l’incontro tra il sindaco Lunardini ed il direttore dell’Azienda sanitaria, Giancarlo Sassoli, sulla questione del termine fissato a venerdì per il pagamento degli arretrati 2011 che il Comune deve alla Asl sul fronte dei servizi di centri diurni per i disabili Lunedì sera, in occasione del consiglio comunale, i lavoratori della cooperativa sociale Crea hanno manifestato tutta la propria preoccupazione per uno scenario che non sembra di immediata risoluzione. Non solo a Viareggio. Perché la Asl ha chiesto di rientrare degli arretrati dovuti a tutti i Comuni della Versilia che sono in debito. E la questione preoccupa non poco anche le amministrazione comunali di Pietrasanta (sindaco Lombardi) e Camaiore (sindaco Bertola), Massarosa (sindaco Mungai). Tra le argomentazioni che il direttore della Asl ha portato per puntare i piedi sugli arretrati anche il non poter pagare i servizi sociali (per cui la Asl ha la delega dai Comuni) con finanziamenti che non siano quelli propri, ma altri destinati al servizio sanitario proprio dell’Azienda. Se i Comuni non pagheranno, dunque, la Asl sarà costretta a restituire le deleghe alle amministrazioni locali.
Alla cooperativa Crea e ai suoi lavoratori ha espresso solidarietà il circolo di Viareggio di Sinistra ecologia e libertà: «In un momento di crisi economica quale quella che sta attraversando il Paese, è necessario che le istituzioni si facciano garanti e promotori della tutela dei posti di lavori, senza abbandonare i lavoratori e le lavoratrici in una situazione di incertezza e precarietà».
Miericordia. Non ci sono solo i lavoratori della Crea alle prese con le preoccupazioni legate al posto di lavoro. Gli arretrati non riscossi dagli enti pubblici - così sostiene la Confraternita del presidente Roberto Monciatti - hanno portato alla chiusura delle case famiglia della Misericordia, gestite dalle cooperative. Gli operatori lanciano l’allarme anche per la casa famiglia di via Cavallotti che accoglie i bambini più piccoli. «La parola cassa integrazione sembra inevitabile», scrivono al “Tirreno” gli operatori segnalando le difficoltà delle cooperative Penelope, Comiso e Comise. «Se, come pare inevitabile, - scrivono gli operatori - chiuderanno queste tre cooperative e sarà richiesto un personale minimo, come si procederà nella scelta? Per anzianità? In base allo stato di famiglia?». Ma, soprattutto, qual è lo stato dei finanziamenti dovuti che sono necessari a tenere aperte le case famiglia?
«Invece di investire ed ingrandire ReteVersilia nel passaggio al digitale - è la domanda - non sarebbe forse stato meglio gestire con maggiore accortezza questa “azienda” Misericordia?».
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