Il Tirreno

Versilia

Ristorazione, da ora è guerra totale

di Matteo Tuccini

I bagni potranno servire anche i non clienti e senza limiti d’orario: si riapre il “fronte dello spaghetto” con gli altri locali

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LIDO DI CAMAIORE

Niente più limiti per bar e ristoranti degli stabilimenti balneari. Né di orario, né di clientela. Tutti i compromessi faticosamente conquistati dai ristoratori in anni di battaglie, per cui Il Tirreno coniò la definizione “guerra dello spaghetto” - con i bagni su un fronte e i ristoranti tradizionali sull’altro - finiscono nel cestino.

Lo stesso avviene per l’intrattenimento: in teoria, le contestatissime - dai residenti - feste musicali nei bagni potranno ritornare in pompa magna nell’estate 2012.

Lo dice la Comunitaria. La colpa, o il merito a seconda di chi lo guarda, è delle legge Comunitaria 2010, quella approvata a fine 2011 dal Parlamento. Un testo che tra i bagni è famoso per aver chiuso il contenzioso con l’Unione Europea, tramite l’abolizione del rinnovo automatico delle concessioni. E il cui articolo 11 dice, tra le altre cose: «Al fine di promuovere il rilancio delle attività turistico-balneari e la tutela della concorrenza, non possono essere poste limitazioni di orario o di attività, diverse da quelle applicate agli altri esercizi ubicati nel territorio comunale, per le attività accessorie degli stabilimenti balneari, quali le attività ludico-ricreative, l’esercizio di bar e ristoranti e gli intrattenimenti musicali e danzanti, nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria e di inquinamento acustico».

Cucine aperte a tutti. Poche frasi, che soprattutto a Lido - ma un po’ ovunque - significano gettare al vento i punti d’incontro tra balneari e ristoratori messi nero su bianco con la mediazione dell’amministrazione comunale. Primo fra tutti, l’obbligo di non servire persone che non siano clienti del bagno. Secondo, il divieto di farsi pubblicità. Terzo, l’orario di chiusura. E così via.

La notizia, che era già stata subodorata da tecnici e addetti ai lavori, è stata rilanciata ieri da un articolo del Sole 24 Ore. E rischia di scatenare un putiferio. I ristoranti, da sempre, si lamentano di questo tipo di concorrenza, che loro definiscono “sleale”: passi per quei sei o sette locali che hanno la licenza, e che quindi rispondono a certi obblighi di legge; ma chi non ce l’ha, e quindi ha spese minori, perché deve portarmi via clienti? Dall’altra parte, i bagni ribattono semplicemente che il cliente è libero di andare dove vuole, e che i prezzi applicati in certi stabilimenti - non in tutti, per la verità - per un primo piatto o per un pranzo completo sono inferiori a quelli dei ristoranti. E perciò l’utente si rivolge per necessità alla cucina dello stabilimento.

Che farà il Comune? Un altro aspetto non da poco è che la patata bollente cadrà in mano alla nuova amministrazione comunale di Camaiore. Che si troverà, a breve (i bagni riapriranno tra meno di due mesi) a dover mediare tra due categorie ormai in aperto conflitto. Ci sarà una nuova ordinanza o si cercherà un’intesa verbale? Chissà. Quel che è certo è che la questione, considerata ormai chiusa, ha ripreso fuoco più che mai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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