Sicurezza
Abuso edilizio e falso, in quattro a processo per l’ex Piroscafo
Tra gli imputati l’architetto viareggino Bruno Belluomini e Claudio Puccinelli della Habitat Costruzioni Per l’accusa sarebbero stati realizzati quattro appartamenti in più rispetto al progetto originario
LIDO DI CAMAIORE
Finisce in tribunale con quatto imputati eccellenti la ristrutturazione dell’ex ristorante Il Piroscafo a Lido di Camaiore.
Le accuse sono di abuso edilizio e falso a carico dei proprietari dell’immobile, gli imprenditori Marco Fioravanti e Luca Pellegrini, l’architetto e progettista viareggino Bruno Belluomini e il titolare della ditta edile che ha eseguito l’intervento, Claudio Puccinelli della Habitat Costruzioni.
La vicenda giudiziaria comincia da un sopralluogo effettuato dai vigili urbani di Camaiore e da un tecnico comunale nel giugno del 2009. Sopralluogo che rileva, secondo quanto riportato dagli agenti, consistenti difformità nell’esecuzione dell’opera rispetto a quanto contenuto nel progetto originario oggetto di relativo permesso di costruire rilasciato dal Comune. Troppi, secondo l’accusa, gli appartamenti realizzati al primo e al secondo piano della struttura. Per la precisione 4 unità abitative in più rispetto al progetto originario che prevedeva al primo piano 4 appartamenti e due uffici e al secondo un solo grande appartamento. I controlli dei vigili, come risulta dalle carte del processo, avrebbero invece rivelato la presenza di sei unità abitative al primo piano (dal quale sarebbero spariti gli uffici) e di tre al secondo. Da qui l’accusa di abuso edilizio per proprietari, progettista e ditta esecutrice dell’intervento.
A cui però si aggiunge quella di falso. A seguito del sopralluogo, infatti, fu presentata in Comune una richiesta di sanatoria i cui elaborati grafici - stando alle carte del processo - contenevano informazioni diverse da quelle riscontrate sul cantiere dalla polizia municipale.
Gli imputati sono già apparsi di fronte al giudice monocratico del tribunale di Viareggio, Gerardo Boragine, e ci torneranno il prossimo 21 marzo (una nuova udienza per sentire altri testi e le conclusioni del dibattimento). Da accertare le responsabilità degli imputati e la consistenza delle accuse mosse nei loro confronti.
L’originaria destinazione dell’immobile, rispetto al numero delle unità abitative e alla presenza, nel progetto, anche di alcuni uffici, era stata illustrata a inizio lavori (ormai quattro anni fa) dallo stesso architetto Belluomini.
L’edificio oggi, a parte i locali al primo e secondo piano, ospita anche una sala slot, innagurata alcuni mesi, suscitando anche un vivace dibattito nella comunità camaiorese a fronte della contrarietà del priore della città, Don Damiano. Ma inizialmente era stata indicata come una delle possibili collocazioni del fast food Mac Donald’s che poi ha scartato questa soluzione per le difficoltà legate alla viabilità della zona.
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