Sicurezza
Il rione intralcia la Quaresima
Il parroco di Don Bosco: «Questo Carnevale non finisce mai, vanno rispettati anche i fedeli»
VIAREGGIO
Il rione bis del Marco Polo è stato un successo. Forse solo parziale, dal punto di vista degli incassi. Ma certamente lo è stato per le presenze. Anche il sabato sera sotto la chiesa del Don Bosco è stato da quasi tutto esaurito. E se questo da un lato conferma la vitalità della festa in un anno difficile anche per i rioni, dall’altro rianima il dibattito sull’opportunità della festa a fronte della contarietà espressa in proposito da circa 400 residenti del quartiere. C’è stata, è vero, la mediazione del Comune (tra residenti e organizzatori del rioni), la stretta di mano, l’impegno al confronto. Ma parlare di un caso chiuso non sarebbe corretto. E a dimostralo c’è una lettera scritta in queste ore dal parroco del Don Bosco, don Antonio Tigli.
«La comunità cristiana di San Giovanni Bosco ha espresso, con la firma di circa 400 persone, la propria opinione sulla festa rionale - scrive don Tigli nella lettera della domenica ai parrocchiani - il tutto si è svolto nel rispetto delle convinzioni sia dei parrocchiani dissenzienti che degli organizzatori del tradizionale rione Marco Polo. Sono però in molti, di più di quattrocento, a pensare che ogni anno la festa deborda e si intristisce di scene e atteggiamenti vandalici e arroganti. Ciò avviene nel percorso classico e nelle strade adiacenti, ma soprattutto sulla piazza e nei dintorni della chiesa parrocchiale. Quest’anno poi il secondo round rionale avviene in Quaresima. La Quaresima è il periodo di 40 giorni che precede la Pasqua. Sono circa millecinquecento anni che la Chiesa lo celebra. È un periodo di penitenza, di digiuno, di preghiera. La parrocchia con il suo parroco, i suoi diaconi, le associazioni, gli animatori e tutti i collaboratori ci tengono ad aiutare i fedeli (ragazzi, giovani e adulti) a sottolineare e valorizzare questo periodo liturgico e certo l'intento non è facilitato da un carnevale che non finisce mai... Parlare della Quaresima non è da “bigotti” e non lo facciamo con spirito polemico e “a dispetto dei carnevalari”. Se insistiamo sulla dimensione religiosa della Quaresima è anche per aiutare quei cristiani praticanti che purtroppo reputano il carnevale come un avvenimento salvifico di Viareggio, quasi come una religione. Al di là dio queste riflessioni, gli uni non hanno dichiarato guerra agli altri. Viviamo gomito a gomito. Anzi, sono cominciati degli incontri, anche presente il sindaco, per esprimere valutazioni, per cercare modalità rispettose della voglia di divertirsi dei ragazzi, giovani e famiglie ma anche formule e presenze intente a far rispettare luoghi e ambienti e persone che sono stanche del ripetersi di vandalismi e di ubriacature sotteraneamente alimentate. E se qualcuno si è accorto di aver esagerato, ricordi che Carnevale vuol dire “carne-vale”, ossia “è finito il tempo di soddisfare i desideri del corpo”. Con le Ceneri (22 febbraio) inizia, per chi lo vuole, il cammino di conversione, parola che vuol dire “cambiamento di rotta”. Desidero concludere con le parole della Vergine di Fatima ai tre pastorelli: “Dite a tutti di pregare e fare penitenza. Il mio figlio è triste a motivo dei vostri peccati”».
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