Il Tirreno

Versilia

Un buco da un milione e 100mila euro

di Valentina Landucci
Un buco da un milione e 100mila euro

La salvezza affidata agli ultimi 3 corsi. La Fondazione: per il prossimo anno costretti a rivedere il bando per i carristi

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VIAREGGIO

Un milione e 100 mila euro in tre corsi. È questa la cifra che manca all’appello nelle casse di Burlamacco. È questo che la Fondazione spera di incassare tra oggi, sabato 3 e domenica 4 marzo.

Altrimenti per i viareggini si preannuncia una stagione lacrime e sangue. Perché saranno comunque loro a dover pagare i buchi del bilancio del Carnevale. Del resto è proprio per questo, per cercare di evitare un salasso alla città, che la Fondazione ha deciso di tentare il tutto per tutto. «Un settimo corso che neppure noi avremmo voluto fare - spiega il presidente della Fondazione. Alessandro Santini - ma che vista la situazione finanziaria è inevitabile. Quello che è in gioco è la sopravvivenza stessa della manifestazione». Che comunque sarà costretta, il prossimo anno, a rivedere i propri conti, a tagliare sulle spese e rimettere mano - come annuncia Santini - al bando per i carristi. Tradotto: meno carri e forse anche meno soldi ai costruttori.

L’impresa di far quadrare i conti per il 2012 è difficile. Dipenderà dal meteo, dal tipo di promozione che in questa ultima settimana sarà possibile fare per richiamare quanta più gente in città in un periodo nel quale più che alla cartapesta le famiglie cominciano a pensare alle uova di Pasqua, dall’appeal dell’esperimento del doppio corso (sabato 3 e domenica 4 marzo, uno dopo l’altro).

I numeri del Carnevale dicono che l’obiettivo si può raggiungere. Il terzo corso del 2011 consentì alla Fondazione di incassare in un sol colpo 724mila euro. Ma è innegabile che a Palazzo delle Muse ci sia preoccupazione.

Indipendentemente dall’andamento degli incassi di quest’anno «determinati - commenta Santini - da condizioni metereologiche del tutto straordinarie che hanno messo in difficoltà il nostro Carnevale ma anche gli altri, a cominciare da quello di Cento che ha cancellato due sfilate», la situazione finanziaria della manifestazione impone una più ampia riflessione. Che comincerà subito dopo il 4 marzo.

Oggi il Carnevale costa 4 milioni e 600mila euro, finanziati al 50% dagli enti pubblici (un milione e 800mila euro solo dal Comune di Viareggio) e al 50% dagli incassi al botteghino (compresi i biglietti cumulativi). Le sponsorizzazioni private incidono poco, pochissimo. Circa 200mila euro quest’anno. Poco più del costo di una singola costruzione di prima categoria.

Le strade da seguire a questo punto sono due, come conferma lo stesso Santini. Tagliare i costi superflui, cosa che la Fondazione ha già cominciato a fare non finanziando più (o in misura minore) gli eventi collaterali di minor resa in termini di presenze, incassi e immagine. Ma anche rivedere i costi strutturali. Il più grande? Quello per le costruzioni. «Andremo a rivedere - afferma Santini il bando per i carristi, concordando con loro nuove misure». Con il meccanismo delle retrocessioni e delle promozioni i carri di prima categoria, quelli più costosi (ma anche più spettacolari), andranno a diminuire. Ma qui si apre un altro dilemma: giusto tagliare sull’elemento di maggiore attrazione della manifestazione? Magari mandando a casa artigiani e manovali della cartapesta che vivono di Carnevale?

La scelta del settimo corso, ribadisce Santini, è finalizzata a attenuare anche queste conseguenze della crisi finanziaria del Carnevale. «È stata una scelta coraggiosa - conclude il presidente -legata anzitutto al nostro ruolo di amministratori pubblici e alle responsabilità che questo comporta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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