Il Tirreno

Versilia

Rusticanella in difesa «Contrari al 7° corso? Ma quando mai...»

di Matteo Tuccini
Rusticanella in difesa «Contrari al 7° corso? Ma quando mai...»

Il titolare della storica pizzeria spiega la firma sulla petizione «Errore di un nostro dipendente, noi siamo pro Carnevale»

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VIAREGGIO

«È stato un errore di un nostro dipendente, che probabilmente ha firmato la petizione senza pensare alle conseguenze. Ma noi teniamo a ribadire di essere favorevoli a tutto ciò che è Carnevale. Compresi settimo corso e corso estivo».

Quello di Marco Pollastrini, titolare - assieme al fratello e al cugino - della pizzeria Rusticanella in Passeggiata, è un intervento difensivo degno del miglior Thiago Silva. L’obiettivo è chiarire la posizione di una delle attività commerciali storiche del salotto buono viareggino, aperta al pubblico sin dal 1965, e il cui nome è quasi un marchio anche per i non versiliesi. «Guai se non ci fosse». Per Pollastrini, la polemica aperta sul settimo corso di Carnevale, con una raccolta firme a cui hanno aderito - secondo la promotrice Silvia Timpano del negozio Sabbia - 120 esercizi commerciali, non esiste. Nel senso che lui, come commerciante, sposa in pieno il Carnevale tutto l’anno che fu cavallo di battaglia del mitico “Matone”, al secolo Egisto Passaglia.

«Sarebbero guai se non ci fosse il Carnevale - dice Marco Pollastrini - pensate alla prima domenica del corso, con quel freddo quasi polare. È vero, non c’era la folla, ma sono convinto che ci sarebbero state ancora meno persone senza la sfilata dei carri. Per questo siamo assolutamente d’accordo con chi dice che senza Burlamacco faremmo minori incassi».

E per quanto riguarda l’overdose da Carnevale denunciata da alcuni colleghi, Pollastrini dice la sua: «Secondo me anche il corso estivo, che è stato molto criticato, è stato un successo. No, direi che nel complesso non posso lamentarmi se aggiungono una sfilata».

«Il dipendente ha sbagliato». Quindi, sembra di capire che quella firma sulla petizione non corrisponde al vostro pensiero. «Che sia una firma, o una semplice opinione fornita a chi ha portato la protesta all’attenzione del negozio - spiega il titolare della Rusticanella - la paternità non è nostra, bensì di un nostro dipendente. Tant’è vero che gli abbiamo chiesto subito spiegazioni, visto che comunque si trattava di una questione che solo io, mio cugino o mio fratello, in quanto proprietari della pizzeria, possiamo affrontare e valutare».

Ma questo Carnevale, così com’è, piace davvero anche ai commercianti? Pollastrini si ritrasforma in difensore arcigno: «Non mi sento davvero di dare consigli su come migliorare una manifestazione così complessa e così importante. Ci sono gli uomini preposti a questo tipo di obiettivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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