Il dolore
«Il settimo corso? Danneggia i negozi»
Molti commercianti della Passeggiata protestano: meno affari durante il Carnevale. I favorevoli: «Promuove la città»
Non c'è pace per il Carnevale 2012. Tra temperature nordiche dei primi corsi, incassi da brividi, visite poco gradite della Guardia di Finanza, adesso mancava solo la raccolta firme. Protagonisti del tam tam mediatico di questi ultimi giorni sono i commercianti della Passeggiata, la maggioranza dei quali fermamente contraria all'annunciato settimo corso di domenica 4 marzo. Foglio e penna alla mano hanno voluto sottoscrivere il loro dissenso da consegnare direttamente al sindaco Luca Lunardini.
Contrari. Portavoce della battaglia anti-settimo corso è Silvia Timpano del negozio "Sabbia". «Il Carnevale ben venga se ben fatto - spiega - ma facciamo un concentrato e non prolunghiamolo più del dovuto visto che la nostra categoria subisce danni irreparabili. Altrimenti facciamo come Monti che per il bene delle casse dello Stato ha detto no alle Olimpiadi». Tra le sette sfilate e il Carnevale estivo c'è chi teme che il motto "Carnevale tutto l'anno" che accompagnava la candidatura a sindaco di Egisto Passaglia - "Matone" - diventi realtà. «Io parto dal presupposto che la manifestazione vada aiutata e infatti stiamo valutando di poter collaborare con la Fondazione - commenta Piero Bertolani titolare dei punti vendita "Centro Sport" - ma tante cose devono essere riviste. Non si può allungare il baccanale perché i conti non tornano. E' un dato statistico che durante il periodo di Carnevale l'economia viareggina si ferma e per le imprese della Passeggiata togliere il week-end del 3 e 4 marzo, in tempo di crisi, è davvero problematico». Nessuno dei firmatari mette in dubbio la manifestazione, quanto piuttosto la sua durata. «Non voglio tirare la croce contro nessuno - dice Virginio Vespignani dell'omonimo negozio di ottica - perché capiamo la situazione drammatica della Fondazione, ma noi dal settimo corso siamo penalizzati e la domenica non si lavora». Insomma il baccanale prolungato non va giù ai commercianti. «Il rischio di impresa per il maltempo ce l'ha il Carnevale così come ce l'ho anch'io - commenta Pier Luigi Bernini del negozio di abbigliamento PierFrancesca - solo che io per sette giorni e loro per uno e, se va male, gli viene anche permesso di poterlo rimandare. Io tengo chiuso nelle domeniche dei corsi perché non mi conviene, ma così facendo perdo 200mila euro». Ma a protestare sono anche bar e ristoranti della Passeggiata. «Se il sesto corso del sabato potrebbe essere un esperimento da ripetere - spiega Galliano Vannozzi del bar Galliano - il settimo mi sembra una forzatura. Dobbiamo eliminare dall'immaginario collettivo che il Carnevale sia per noi esercizi commerciali un toccasana. Il mio locale viene usato soprattutto come bagno pubblico». Dello stesso parere anche la pizzeria "Rusticanella". «È l'ora di farla finita - afferma Andrea Arciello - il Carnevale deve terminare il martedì grasso. Siamo penalizzati perché, al contrario di quanto si pensi, di gente ne viene molto meno in queste domeniche e noi titolari, per venire a lavorare, dobbiamo anche pagare».
Favorevoli. Ma c'è anche chi appoggia la decisione della Fondazione sul settimo corso. «Da me non sono neanche passati a chiedere se volevo firmare - afferma Luigi Cecchi del bar Fauzia - io sono d'accordo e con il Carnevale non abbiamo mai avuto problemi di affluenza. Gente ne viene eccome e poi, mettiamoci nei panni della Fondazione che ha avuto grossi problemi con il maltempo. Io capisco i negozi di abbigliamento che devono stare chiusi, ma bar, ristoranti e pizzerie proprio no». In realtà anche nel settore del vestiario c'è chi è favorevole al baccanale prolungato. «Forse sono un punto vendita sui generis - spiega Monica Musetti, titolare del negozio per bambini "Della Spora" - ma da me i clienti vengono. Per noi commercianti febbraio sarebbe un mese morto, con il Carnevale oltre a lavorare di più, ci facciamo anche una pubblicità per il futuro per rilanciare la nostra immagine e per farci conoscere a chi poi tornerà nella stagione primaverile o d'estate». Niente firma anche per Michele Del Sordo del bar "La Fiorentina". «Con il Carnevale non è che miglioriamo la nostra situazione critica perché la Passeggiata è morta - spiega - ma se può servire per recuperare l'immagine ben venga il settimo corso».
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