Il Tirreno

Versilia

Disoccupato? Ti serve il conto corrente

di Matteo Tuccini
Disoccupato? Ti serve il conto corrente

Da maggio stop ai contanti per gli assegni sopra i 1.000 euro destinati a chi non ha lavoro e ai cassintegrati

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VIAREGGIO

Conti correnti riservati a disoccupati e lavoratori cassintegrati. Aperti solo ed esclusivamente per riscuotere gli assegni dell’Inps. Parafrasando Giulio Andreotti, c’è davvero di che pensare male, visto che il provvedimento porta la firma del governo Monti. Ma tant’è: il cittadino si adegui, ancora una volta.

Nella notte di ieri (vedi a pagina 4) è slittata dal 7 marzo al primo maggio 2012 l'entrata in vigore della norma sulla tracciabilità di stipendi e pensioni oltre i mille euro. Quindi non una soluzione ma almeno un rinvio del problema a nuova data. Una buona notizia, seppur parziale. Per tutta la giornata di ieri i pensionati viareggini e versiliesi avevano legittimamente mugugnato: stava per arrivare la mazzata. Da marzo tutti i pagamenti delle pubbliche amministrazioni sopra i 1.000 euro non avrebbero potranno essere fatti in contanti, ma solo tramite versamenti su conto corrente. E quindi - faceva sapere l’Inps - anche «le indennità di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità e tutte le altre prestazioni a sostegno del reddito» che superano quella cifra rientreranno nella casistica. E pensare che il provvedimento nasce per combattere l’evasione fiscale.

Centinaia di interessati. In ogni caso il rinvio è scarso: dal primo maggio ci risiamo. Quante sono le persone che da quel giorno dovranno fare una trafila mica da ridere? Non sono moltissime le indennità che superano la quota di sbarramento richiesta. Ma parliamo comunque di centinaia di persone in Versilia, visto che l’Inps viareggino ogni mese versa l’indennità a 2.400 utenti.

A quali costi? Il caso del limite dei 1.000 euro in contanti era già esploso con le pensioni, facendo gridare allo scandalo. Perché si costringevano tutti gli anziani ad aprire conti correnti per vedersi accreditata la pensione. Tanto che le banche avevano parlato - d’accordo col governo - di istituire conti a costo zero.

Ora - sia pure con il rinvio a maggio - il problema si ripresenta. Il paradosso sta nel chiedere a un disoccupato o a un cassintegrato di accollarsi una simile operazione che, al momento, presenta un costo minimo di 60-100 euro all’anno.

In ogni caso non c’è stato un “ravvedimento”, ma una semplice considerazione di natura tecnica. Lo slittamento della data di applicazione del provvedimento, probabilmente, è dovuto al tempo necessario per gli istituti di previdenza a notificare le nuove norme ai loro assistititi e a provvedere al passaggio dal contante al bonifico, con l’attivazione di tutte le procedure.

Ecco cosa si deve fare. La decisione di spostare tutto al primo maggio è arrivata in extremis, a tal punto che L’Inps aveva già diffuso una nota, in preparazione del d-day (quello di marzo) in cui spiegava di aver raggiunto un accordo con Poste Italiane. Ecco come dovrebbe svolgersi la faccenda (perché a questo punto, fortunatamente, il condizionale è d’obbligo). Il disoccupato o cassintegrato che si presenta agli sportelli di Poste possiede già un conto corrente postale o un libretto nominativo ordinario, oppure l’Inps card: in questo caso si può chiedere l’accredito dell’assegno.Se invece l’utente non ha un rapporto già aperto con le Poste, l’addetto allo sportello gli proporrà l’apertura di un libretto postale e l’accreditamento di questa somma sullo stesso. Se il beneficiario dell’indennità accetta questa proposta, e sottoscrive i moduli che l’addetto gli sottopone, allora la somma verrà accreditata direttamente. In caso contrario, Poste restituirà la somma all’Inps. A questo punto l’utente dovrà andare negli uffici di via Garibaldi per comunicare l’Iban (l’indirizzo, per così dire) del conto dove si intende ricevere il bonifico. È chiaro che chi non ha conti aperti in banca dovrà prima recarsi in un istituto di credito. E dato che per un’operazione di questo genere servono alcuni giorni, se non una settimana, il consiglio è di muoversi per tempo.

Importante: il disoccupato o cassintegrato non è assolutamente obbligato a sottoscrivere un libretto postale. Qualsiasi altra versione fornita agli sportelli di Poste è un falso, e invitiamo i lettori a denunciarlo. Chiunque può decidere dove ricevere l’accreditamento.

Per i casi di riscossione tramite persone delegate, gli interessati possono contattare l’Inps di Viareggio per sapere quali documenti servano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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