Proteste
«Uno scempio quei dossi a Strettoia»
Mirco Baldi (Pri) all’attacco: lavori realizzati in maniera irregolare, ci sono ostacoli pericolosi
PIETRASANTA
I dossi a Strettoia? «Uno scempio, L'ennesimo di questa amministrazione comunale».
Parole di Mirco Baldi, referente di frazione per il Pri che mette nel mirino l'operato di palazzo teso a prevenire, con una serie di misure, la sicurezza viaria sul territorio.
«Sono consapevole che sia buona cosa contenere la velocità delle autovetture e che la zona dell'asilo, Area Binelli in via Strettoia, sia spesso stata teatro di scorribande notturne, ma è anche vero che non si possono devastare strade, per altro principali, solo per risolvere un problema con una soluzione che ne crea altri. Sarebbe come fare un fossato con i coccodrilli intorno ad una casa per proteggerla anziché installarvi un semplice allarme».
«Sarebbe stato forse opportuno - continua l’eponente dei Repubblicani - che prima di installarli, i tecnici del Comune avessero magari dato un'occhiata a ricorsi e cause derivate da dette opere, ricorsi che si trovano liberamente su internet a cui dal palazzo del Comune, che ha sede a Pietrasanta, si fa velocemente accesso visto che, a differenza di Strettoia, a Pietrasanta il servizio ADSL è arrivato. Inoltre la norma prevede un'altezza massima dei dossi di 7 cm e la garanzia di alta visibilità, sia di giorno che di notte, e comunque tali opere possono essere eseguite dall'Ente proprietario della strada utilizzando esclusivamente - scrive Baldi - materiali previsti dalla vigente normativa ed assumendosi la responsabilità di eventuali inconvenienti o danneggiamenti di veicoli che abbiano a verificarsi per effetto di tali modifiche. Come riporta il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con circolare nr. 2867/2001. Inoltre, norme a parte, segnalerei un altro problema e cioè che nello stesso cantiere è stata realizzata, lato strada, una struttura in cemento armato, oltre tutto obliqua, che a mio avviso può essere un ostacolo molto pericoloso. Infine, ad ironia del tutto, non esiste un cartello, come previsto nelle opere pubbliche, che indichi la ditta, il responsabile dei lavori e gli importi. L'avesse fatto un cittadino - continua Baldi - cosa sarebbe successo? Non vorrei fosse un modo per nascondere la "mente magica" di chi ha progettato l'opera. Spero che l'amministrazione Lombardi non dica, anche questa volta, che la cosa l'ha fatta l'ex sindaco Mallegni, perché in tal caso vi anticipo ricordando che personalmente mi attivai, all'epoca, per bloccare proprio parte dello scempio che oggi voi continuate a far. Con l'aggravante di dimostrare che non fate nulla di nuovo se non riprendere dai cassetti vecchi progetti, compresi quelli già bocciati».
Luca Basile
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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