Sicurezza
Gli albergatori bocciano la giunta Lunardini
Taccola: una città in agonia che non trova il coraggio per affrontare le sfide Pioggia di critiche per l’immobilismo sul progetto per il centro congressi
VIAREGGIO
Bando alla diplomazia. Dopo mesi, anzi anni di promesse e confronti c’è chi ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Perché la crisi morde e l’immobilismo della politica non è più tollerabile. Sulle barricate contro l’amministrazione in carica sale l’associazione degli albergatori con la presidente, Beatrice Taccola. la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Gli impegni presi, ribaditi, pubblicizzati sul rilancio del Centro Congressi principe di Piemonte. Ai quali è seguito il niente.
«Come volevasi dimostrare, dopo l’ennesimo tentativo di risolvere qualcosa relativamente alla questione Centro Congressi da parte di qualche buon volenteroso - afferma Taccola - cala ancora una volta il sipario e tutto rimane come prima e dove prima, cioè allo studio di fattibilità. Vorrei dire che lì ci sono arrivati in molti, spendendo anche dei bei soldini perché giustamente il professionista li vuole ed è giusto pagarlo, ma sarebbe anche altrettanto giusto superare questa soglia ed andare oltre per vedere se si riesce davvero a realizzare qualcosa di utile e importante per questa città “agonizzante”».
Non sono bastati i fondi delPiuss, ricorda Taccola, dirottati per il rifacimento della passeggiata. «Qualcuno, in quella precisa occasione, ci disse che entro l’anno avrebbero definito e comunque portato a compimento il progetto di riqualificazione del Centro Congressi - continua la presidente degli albergatori viareggini - perché esso stesso era ed è un asset strategico per la nostra economia. Ma dove? Nelle promesse e basta! Quando è necessario fare il passo successivo oltre lo studio di fattibilità magari anche condiviso con le parti - continua Taccola - immancabilmente ci si ferma perché oltre ci sarebbe da prendere la famosa decisione che nessuno in tutti questi anni ha mai preso, né destra né sinistra. Cosa chiediamo noi? Un progetto facilmente realizzabile, coerente con le finalità preposte, condiviso con le parti, cantierabile subito e che abbia la capacità in parte di ripagarsi.Ritengo che progettare solo centri commerciali non porti assolutamente a niente per la nostra economia. Sono molto amareggiata e delusa: mi ritrovo dopo cinque anni a constatare che il punto è di nuovo dove era cinque anni fa. Il problema vero è che questa città non trova la forza ed il coraggio di affrontare le sfide vere per una sopravvivenza futura delle imprese e di tutti i cittadini».
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