Il Tirreno

Versilia

«Rubano dalle tombe vogliamo le telecamere»

di Donatella Francesconi
«Rubano dalle tombe vogliamo le telecamere»

La protesta al cimitero della Misericordia: trafugati anche giochi dei bambini Bagni lasciati aperti, i turisti li hanno utilizzati per mascherarsi domenica scorsa

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VIAREGGIO. Voci di donne, quelle di Giovanna, Cristina, Margherita, Raffaella, Francesca, Mirella e Rosanna che risuonano nel silenzio del cimitero della Misericordia. Voci di donne ferite da lutto e dal dolore di aver perso i propri cari, per alcune di loro ancora bambini, ma anche «dall'incuria in cui la struttura versa» e dai «ripetuti furti sulle tombe». Dalle lapidi spariscono pupazzetti, giochini, angioletti. I ricordi dei vivi che onorano chi non c'è più e tengono caldo il ricordo. «Sono stati portati via anche i biglietti che lascio sulla tomba di mio marito», racconta la signora Giovanna. Omettere i cognomi è d'obbligo, visto che per molte è riconducibile agli elementi sulle lapidi profanate.

«Portano via le vaschette per i fiori - continua la denuncia - rubano gli oggetti che ormai siamo costrette a siliconare alla pietra. Ai bambini hanno rubato i giocattolini che erano stati scelti per il compleanno. Ma come si fa a rubare al cimitero? Con che cuore tenersi in casa gli oggetti che provengono dalle tombe?».

La Misericordia, raccontano le donne che hanno deciso di rivolgersi al "Tirreno", «sostiene che la nostra richiesta di installare delle telecamere di sorveglianza non può essere accolta per la tutela della privacy. Eppure, ormai, le telecamere sono in molti luoghi pubblici. Che senso ha spendere 15mila euro per acquistare un posto quando poi i servizi sono questi e lo stato del cimitero lascia a desiderare?».

Tra le contestazioni il fatto che non vi sia controllo sui fiorai «che accudiscono le tombe e innaffiano le piante facendo colare l'acqua su tutte le lapidi e creando dei veri e propri bozzi che sono anche pericolosi e che nessuno asciuga. Inoltre ci sono infiltrazioni sul soffitto (basta alzare gli occhi per verificare che così è, ndr) che rovinano le lapidi quando cola l'acqua. E la pulizia non è più assicurata come prima quando c'erano due dipendenti delle cooperative addetti solo a questo. Neppure la macchina per lucidare il pavimento viene più utilizzata perché, ci è stato spiegato, non hanno il personale che la possa guidare».

L'ultimo episodio che ha dell'incredibile risale a domenica scorsa, in pieno Carnevale: «Hanno lasciato i bagni aperti ed i turisti arrivati con i pullman sono andati lì a mascherarsi…Con una donna morta esposta lì a fianco. Siamo indignate da come viene tenuto questo luogo che ci vede, purtroppo, frequentatrici quotidiane, accomunate dal dolore per la perdita dei nostri familiari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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