Sicurezza
Protesta contro il 7° corso e restituisce il cumulativo
All’abbonamento ha allegato una lettera indirizzata al presidente Santini: «Il nostro Carnevale ha una sua anima e non è soltanto un business»
Ha preso busta e francobollo ed ha spedito alla Fondazione Carnevale il biglietto cumulativo con ancora attaccati i due talloncini validi per i corsi del 26 febbraio e del 3 marzo. Una protesta senza dubbio ad effetto, quella decisa da Nicola De Vito. Che ha motivato in una lettera garbata ma decisa indirizzata al presidente Alessandro Santini. E che ha deciso di rendere pubblica. «Leggendo i giornali - scrive De Vito - ho appreso le cifre degli incassi della vendita dei biglietti del Carnevale 2012 con la conseguenza di dover far quadrare il bilancio prorogando le sfilate di altri due corsi. I viareggini danno anima e cuore sfilando con il gelo e la pioggia per far vibrare di gioia lo spettacolo che i nostri maghi della cartapesta ci regalano. Ora però non potete chiedergli di pagare altri soldi in aggiunta al biglietto cumulativo. Non è politicamente corretto, direbbero gli anglosassoni, né dignitoso per il popolo del carnevale. Per questo motivo restituisco il mio biglietto in corso di validità per le sfilate di domenica 26 febbraio e sabato 3 marzo». De Vito allarga poi la discussione. «Io penso che la macchina del Carnevale abbia innescato un meccanismo di costi di gestione al punto che per fare tornare i conti basti mettere in croce i dati dei bilanci dei carnevali passati, analizzare gli indici, avere una visione degli indotti esterni, multe, parcheggi, saldi di sponsor, gadget e tutto quello che può scaturire dalla fantasia carnevalesca per trasformare il carnevale in business o meglio in affare per la città di Viareggio. Ma il carnevale è ancora dotato di vita propria, libera e imprevedibile come è la vita stessa, come una manciata di coriandoli che si libera nell'aria e si muove sinuosamente in una danza di colori che regala emozioni e uno stupore che si vede sulle facce incredule dei bambini con i loro sorrisi che arrivano fino alle orecchie. Non può essere legato ai capricci di un inverno eccezionalmente rigido che ha ghiacciato l'Italia intera o alla crisi economica che sta globalizzando il mondo ed impoverendo i valori dell'umanità e per nostra conseguenza l'economia della città di Viareggio». Poi conclude. «Questo è il messaggio che vorrei trasmetterle, caro presidente. Perché il carnevale non ha bisogno di un’anima businnes: il carnevale ha già la sua anima».
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