Attenzione
«Usi civici, vittoria del Comitato»
I cittadini se la prendono con il Comune: troppa poca chiarezza
SERAVEZZA
«Facciamo un po’ di chiarezza». Il Comitato usi civici montagna di Seravezza interviene a proposito del decreto di reintegro dei territori di uso civico della montagna seravezzina reso noto dalla Regione nei giorni scorsi. Un passo decisivo verso le elezioni dell'Asbuc e la costituzione dei primi nuclei di terreni ad uso civico; un risultato per il quale il Comitato ha avuto un ruolo determinante in questi anni. «Nel settembre del 2009 il Comitato usi civici, nato nel 2007, ha richiesto ufficialmente alla Regione l'indizione dell'Asbuc ente che tutela i territori di uso civico già riconosciuti nel decreto amministrativo della regione toscana del lontano 1988. Dal 1988 al 2008 di fatto il Comune di Seravezza ha assunto una posizione passiva su tutta questa vicenda che era di sua competenza. Ci dispiace aver letto alcune dichiarazione dell'assessore Salvatori -aggiungono i referenti del Comitato - Non è tanto una questione di chi arriva prima o dopo noi: non vogliamo fare nessuna gara. Teniamo a precisare piuttosto che è stata la cittadinanza attiva, settimana dopo settimana, a raggiungere questi obiettivi». Per il Comitato, insomma, il ruolo della popolazione è passato in secondo piano e il Comune avrebbe dovuto riconoscerlo maggiormente. Non solo. Il Comitato chiede all’amministrazione maggiore chiarezza «per non creare fra i cittadini perplessità e malumori ingiustificati, visto che i territori non sono una ventina come dichiarato ma ben 50 per un totale di circa 2,5 km quadrati dislocati su tutta la chiostra che va dal Monte Folgorito passando per l'Altissimo fino al Monte Cavallo e oltre».
Simone Tonini
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