La manifestazione
Sicurezza sui binari, scontro nel Governo
Granaiola (Pd): decreto liberalizzazioni, Palazzo Chigi non si opponga a cancellare l’articolo 53 che mette gli interventi necessari a carico dello Stato
VIAREGGIO
«Quel decreto uccide i nostri morti»: si era sentita forte e chiara, qualche settimana fa, la voce di Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Il decreto è quello sulle liberalizzazioni che in questi giorni è destinato ad essere convertito in legge. Rispetto alla relazione di accompagnamento (e come mai sia stato possibile resta un mistero) era stato inserito nel testo finale l’articolo 53. Nel quale si stabiliva che «non possono essere applicati alla progettazione e costruzione delle nuove infrastrutture ferroviarie nazionali nonchè agli adeguamenti di quelle esistenti, parametri e standard tecnici e funzionali più stringenti rispetto a quelli previsti dagli accordi e dalle norme dell'Unione europea». Ma non solo: perché le eventuali modifiche «devono essere accompagnate da una stima dei sovraccosti necessari per garantire i livelli di sicurezza superiori a quelli minimi definiti dai CST e da una analisi di sostenibilita' economica e finanziaria per il gestore della infrastruttura e le imprese ferroviarie, corredata da stime ragionevoli anche in termini di relativi tempi di attuazione. La loro efficacia e' subordinata all'individuazione delle risorse pubbliche necessarie per coprire tali sovraccosti». Per la serie la sicurezza è una spesa e se la deve accollare lo Stato. Altrimenti non se ne fa di niente.
Sulla vicenda era intervenuta la senatrice del Pd Manuela Granaiola con una lettera al ministro dei trasporti Passera. Oggi Granaiola torna sull’argomento con una nota pesante. Perché il ministero dei trasporti aveva presentato un proprio emendamento di abolizione dell’articolo 53 ma è stato “gelato” addirittura dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero da Mario Monti stesso. «In riferimento all’emendamento proposto dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti - si legge nella nota del capo dipartimento della Presidenza - si ritiene che l’intervento proposto non rivesta attualità in quanto gli “obiettivi minimi di sicurezza” non sono stati ancora definiti. Si esprime, pertanto, parere contrario all’ulteriore corso dell’emendamento».
«Apprendo con amarezza e sorpresa della comunicazione del capo dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri - scrive Granaiola - . La motivazione del provvedimento mi pare tanto sbrigativa quanto inconsistente. Dispiace dover fare queste considerazioni e non voglio credere che l’intento di questo Governo possa essere quello di liberalizzare e semplificare a scapito della sicurezza.Perciò auspico che l’emendamento, già presentato, rimanga e sia votato».
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