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Militare a processo: ricattò viareggina agganciata in chat
VIAREGGIO Dopo averlo conosciuto in chat e aver consumato con lui un rapporto sessuale consenziente cominciò a ricevere ricatti via sms. La donna, una viareggina di 49 anni, fu costretta a pagare...
VIAREGGIO
Dopo averlo conosciuto in chat e aver consumato con lui un rapporto sessuale consenziente cominciò a ricevere ricatti via sms. La donna, una viareggina di 49 anni, fu costretta a pagare 3mila euro affinché l’uomo non rivelasse nulla al marito, ma soprattutto non girasse al consorte il video del rapporto sessuale filmato a sua insaputa. La storia, a quanto pare, non era l’unica di questo tipo: l’uomo in questione agganciava le donne in chat, scambiava con loro immagini sexy e poi le ricattava chiedendo soldi o prestazioni sessuali in cambio del silenzio con i rispettivi mariti. Rischia una condanna davvero pesante Pasquale Esposito, sottufficiale di 47 anni, scaricato dalla Marina militare nel corso dell'inchiesta dopo le accuse a lui rivolte di violenze sessuali e di tentate estorsioni. Ieri l'imputato è comparso davanti al gup Marta Perazzo che lo giudicherà a marzo con il rito abbreviato come richiesto dai suoi avvocati Paolo Masseglia e Paolo Mione. Dalla ricostruzione, effettuata dal pm Giovanni Maddaleni, che ha coordinato nell'inchiesta i carabinieri per la Marina, il sottufficiale in congedo, in servizio a La Spezia all'epoca dei fatti, si dilettava in rete agganciando donne disposte a fare sesso virtuale e non solo. A una spezzina di 31 anni aveva minacciato di affiggere sui muri della città la foto che lei stessa le aveva inviato in atteggiamenti osé via cellulare e di rivelare il loro rapporto ai suoi genitori. Esposito fu talmente minaccioso che convinse la vittima a subire un rapporto sessuale all'interno della sua automobile. Il secondo episodio coinvolse invece una donna sposata di Viareggio, appunto. Il terzo episodio riguardò infine una donna livornese di 45 anni, sposata. Anche lei venne agganciata in chat e tra i due cominciò un rapporto telefonico e via Internet. Frasi hot, desideri sessuali inconfessabili e lo scambio delle solite foto sexy. Poi il ricatto con la donna che fu costretta a consumare con lui un rapporto sessuale per non far sapere nulla al marito. Non soddisfatto l'uomo le chiese anche 3mila euro che non riuscì a intascare perché a qual punto la donna si oppose. Nessuna delle vittime, però, trovò la forza di denunciare l’aguzzino. Così furono i carabinieri per la Marina a portare alla luce il caso, mentre effettuavano indagini sul sottufficiale per ammanchi all'interno dell'Arsenale militare. L'inchiesta non portò a nulla, ma i carabinieri scoprirono un caso ben più vile e abbietto.
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